Cultura e spettacoli

Bellini innamorato sul Lario

 

Le memorie belliniane sul lago di Como tornano a parlare con forza grazie all’edizione definitiva dell’epistolario del maestro della Sonnambula scritta proprio su queste acque. Un epistolario in effetti dove molte parole sono nate proprio sul Lario. I Carteggi di Vincenzo Bellini escono in edizione critica a cura di Graziella Seminara nella collezione “Historiae Musicae Cultores” in un sontuoso volume rilegato in seta edito da Olschki di Firenze (pp. 622, 76 euro), baluardo della cultura italiana a livello universitario. La Seminara ha già curato con Anna Tedesco presso lo stesso editore gli atti del convegno catanese per il bicentenario della nascita del compositore. La nuova edizione critica dei carteggi di Vincenzo Bellini si propone a più di cinquant’anni di distanza da quella di Luisa Cambi e costituisce la prima ricostruzione integrale del corpus epistolare belliniano, poiché affianca alle lettere del musicista quelle dei suoi corrispondenti. Condotta sulla base di criteri scientificamente aggiornati, l’edizione fornisce informazioni preziose sulla rete di relazioni del compositore di Catania, sul suo percorso artistico e intellettuale e sul suo lavoro compositivo. Villa Passalacqua (foto), costruita nel ‘700 dalla famiglia Odescalchi e ampliata dal conte Andrea Passalacqua  è uno dei luoghi di queste memorie. Dal 1829 al 1833 ospitò Vincenzo Bellini, che vi compose La straniera e La sonnambula appunto. Un altro luogo della memoria belliniana a Moltrasio è  Villa Herker Hocevar.  Vincenzo Bellini nella sua breve vita, seppe ben dividersi  tra il lavoro, i sontuosi banchetti organizzati dall’alta società e le sue numerose amanti (tra cui Giuditta Pasta, la terza delle Giuditte da lui amate), senza dare mai scandalo. O quasi. L’epistolario che si compone di lettere di e lettera a Bellini (c’è anche un biglietto a destinatario ignoto venduto nel 1991 all’asta da Sotheby’s) permette di conoscerne il carattere a tutto tondo, e si legge come un romanzo (una decina le lettere di pertinenza lariana). Si evince ad esempio la sua strenua difesa del diritto d’autore e del rispetto delle volontà dell’artista, in tempi in cui non era minimamente tutelato. La prima lettera spedita da Como è del 17 settembre 1829: Bellini soggiorna sul Lario, che definisce ”paese di dilizia”, per sfuggire al caldo soffocante di Milano (“col caldo non mi applico giammai” ammetterà altrove). In un’altra lettera comasca dell’anno seguente – sono gli anni della Straniera  – ammette di essersi interessato a musicare l’Ernani, e in effetti diverse pagine di note di questa partitura poi abortita sono conservate al museo belliniano catanese. Un salto di qualche anno, siamo al 1835, ed ecco che da Cernobbio scrive a Bellini l’amico Pietro Ponzani. Siamo a luglio, il lago “non fu mai tanto brillante” e “non si trova casa d’alloggiare”, segno che il turismo d’elite è una vocazione già nel XIX secolo e non è scoperta dell’era Clooney. E la Pasta, la cantante di Saronno morta a Blevio nel 1865, che fu con la Malibran l’eroina dell’opera lirica del suo secolo? Sono almeno 4 le lettere d’interesse alla musa. Nella lettera del 1° settembre 1831 Bellini che ha “appena lasciato Borgo Vico” le scrive così: “Mio bravo angelo, il vostro talento ed il sentimento delicato che alligna in tutto il vostro essere è impossibile che non accreschi dei gradi all’onore che iv tributa l’epoca nostra”. E da Parigi nel ’33 le scriverà: “Io ancora desidero di trovarmi in Lombardia, e venire da voi per rivedere quei luoghi di paradiso, abitati veramente da un angiolo, che siete voi”.

Il circolo musicale di Moltrasio

Vincenzo Bellini sul lago, a Moltrasio, visse i suoi anni più creativi. Bellini è intitolato l’omonimo circolo “Arte e musica sul Lario” di Moltrasio che con la sua rassegna concertistica nelle dimore storiche lariane    è  arrivato alla edizione numero 36. Il Circolo Bellini  ha promosso, fin dalla sua fondazione, manifestazioni culturali ed artistiche secondo quanto contemplato nel suo Statuto, in modo  particolare coniugando l’arte musicale con altre forme artistiche quali quelle figurative o letterarie. Dal 1981 organizza annualmente il festival denominato “Arte & Musica sul Lario”, annoverando nelle sue rassegne di musica importanti interpreti italiani ed internazionali nella programmazione di concerti lirici e strumentali. Particolare attenzione è stata sempre posta nella scelta di sedi prestigiose da offrire ai Soci in occasione degli Eventi musicali: basti ricordare Villa Passalacqua ed il Grand Hotel Imperiale a Moltrasio, il Grand Hotel Villa d’Este e Villa Erba a Cernobbio, Villa Olmo, il Teatro Sociale e lo Sheraton Lake Como Hotel a Como, Villa Carlotta ed il Grand Hotel a Tremezzo, il Cinema Teatro di Chiasso, il Castello di Urio. La  storia del circolo Bellini dal 1978 ad oggi è anche in appendice al volume di Elvy Sacchi Il segreto del barone (pp. 492, 25 euro), edito da Dominioni di via Dottesio 5 a Como. Un  romanzo storico in cui la presenza del compositore siciliano è  viva e costante sulle acque del lago e sullo sfondo dell’Ottocento italiano del risorgimento e della musica. Il libro vede protagonista Antonio Tarchini Bonfanti, medico milanese, i cui passi si intrecciano a quelli di Giuditta Turina che con belini visse un amore immortale con Bellini. Il libro è  dedicato alla Lilian Villinger Sacchi, storica presidente del circolo Bellini che nel 1996 volle donare a Moltrasio il monumento al compositore opera di Massimo Clerici. Gli iscritti al circolo entrano gratis a tutti i concerti in abbonamento. Maggiori informazioni sul sito www.circolobellini.com.

 

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1 gennaio 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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