Ben 54 furti in pochi mesi: sgominata la banda dei ladri albanesi

alt Sono tre al momento gli arrestati, ma non è escluso che il numero possa aumentare nelle prossime ore. Gli stranieri rivendevano la merce rubata in una casa di accoglienza
Blitz della squadra Mobile di Como. Le indagini partite da un assalto a Cavallasca nel novembre 2012

Cinquantaquattro furti commessi in appena sette mesi in metà Lombardia. Venti di questi in provincia di Como, abbracciando un’ampia fascia che dal triangolo lariano conduce a Grandate e Fino Mornasco. Serate di “lavoro” che arrivavano anche a quattro colpi in poche ore. Una tecnica, in tutti i casi, sostanzialmente identica, basata sull’utilizzo di un trapano a mano per bucare gli infissi di legno e poi, con un ferro infilato nel varco aperto, far ruotare la maniglia della finestra. È andato

in scena nella notte un blitz della squadra Mobile della Questura di Como che ha portato all’arresto per il momento di tre albanesi di 21, 23 e 26 anni, tutti senza fissa dimora e che ruotavano attorno alla casa di accoglienza di via Saponaro a Milano. Una beffa per chi prestava loro aiuto e assistenza, in quanto proprio nei locali del centro – secondo quanto raccolto nel corso delle indagini – gli arrestati, di nascosto, rivendevano la merce che in precedenza avevano rubato. Una sorta di mercatino a vantaggio di altri connazionali presenti.
Nel corso dell’operazione della squadra Mobile, in seguito a una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Maria Luisa Lo Gatto (la richiesta è stata firmata dal pm Antonio Nalesso), sono stati recuperati anche undici telefonini, 4 penne Usb, 4 orologi di pregio, un anello, un paio di occhiali, ma anche Bancomat, carte di credito, tessere sanitarie e persino buoni pasto. Le indagini per far chiudere il cerchio attorno alla banda di albanesi – l’operazione non è ancora conclusa e promette ulteriori sviluppi – sono partite da un furto avvenuto a Cavallasca il 20 novembre 2012. A permettere agli inquirenti di risalire ai responsabili sarebbe stato l’incauto utilizzo, da parte dei ladri, di uno dei cellulari che era stato sottratto quella sera. La sua identificazione, le successive intercettazioni e i collegamenti con le celle via via agganciate, hanno permesso di identificare i sospettati che sarebbero ben più dei tre a oggi arrestati. Sono 54, come detto, i furti su cui la squadra Mobile guidata dal dirigente Giuseppe Schettino ha puntato l’attenzione, mentre accertamenti sono in corso su altri 15 assalti. I comuni colpiti della provincia di Como – la più bersagliata – sono stati Cavallasca, poi Vertemate con Minoprio (2), Capiago Intimiano (2), Albese con Cassano (2), Eupilio, Barni, Longone al Segrino, Fino Mornasco, Grandate (3), Alzate Brianza (3), Erba (2) e Luisago. Gli altri colpi sono andati in scena nelle province di Lecco (9), Monza Brianza (2), Milano (3), Varese (4), Bergamo e Pavia (15). La banda agiva sempre con almeno tre o quattro persone a furto, senza prestare troppa attenzione a case vuote o abitate. Una volta scoperti, eventualmente, si allontanavano a gran velocità su auto che in precedenza erano state rubate (la polizia ne ha recuperate e sequestrate 10). In tutti i 54 casi non sarebbero state commesse violenze sulle vittime dei furti.

Mauro Peverelli

Nella foto:
A sinistra, il trapano a mano utilizzato per formare dei buchi nelle finestre di legno per poi aprire le maniglie. In alto, Giuseppe Schettino, dirigente della Mobile

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