Bennet ko. «Scusatemi»

Basket maschile – Inattesa sconfitta di Cantù contro una Pesaro mai doma. Coach Trinchieri: «Mi vergogno per il fallo tecnico commesso»
A Cucciago accade quello che nessuno poteva immaginare. Soprattutto dopo i primi due quarti e parte del terzo, con la Bennet Cantù in controllo – apparente – del match. Poi tutto cambia. I padroni di casa escono dal campo, la Scavolini Pesaro sale in cattedra. L’esito è scritto sul tabellone: 66-71 per gli ospiti. Alla Bennet, al secondo ko consecutivo tra coppa e campionato, rimane il rimpianto di aver gettato al vento il primato in classifica in solitaria, oltre alla consapevolezza che ci sarà

poco tempo per medicare le ferite in quanto in settimana si tornerà a giocare contro Bilbao in Eurolega. E pensare che l’avvio della Bennet era stato impressionante soprattutto grazie alle giocate di Leunen e Lighty (23-10 alla prima sirena).
I primi scricchiolii, tuttavia, arrivano già nel secondo quarto, con i pesaresi Cusin e Hackett sugli scudi a ricucire lo strappo, che rimane di dieci lunghezze (37-27) solo per merito di una bomba di Markoishvili allo scadere. Tripla ripetuta in apertura di terzo quarto per il 40-27. Ma è a questo punto che tutto cambia. Punto dopo punto Pesaro si avvicina, e Cavaliero ha in mano il pallone del pareggio a fil di terza sirena (50-47). Ma l’impronta sul match è ormai netta. Pesaro apre l’ultimo tempo con un parziale di 5-0, passa a condurre, arriva a +4, poi mantiene il minimo vantaggio fino alla fine quando i tiri liberi e una tripla di Jones consegnano alla Scavolini le chiavi di uno sbigottito Pianella.
«Mi scuso con la società e i tifosi per l’orrendo fallo tecnico che ho preso per bestemmia – dice al termine il coach Andrea Trinchieri, visibilmente provato – Mi vergogno per ciò che ho fatto e per quello che ho causato. Mi sento responsabile di quanto è avvenuto questa sera, e basta questo per commentare la partita». Poi, senza rispondere ad altre domande, il tecnico della Bennet si alza e se ne va.
A parlare è allora il capitano, Nicolas Mazzarino: «Le 19 palle perse sono troppe per un sistema di gioco come il nostro. Sul 40-27 per noi non siamo più stati bravi a gestire il vantaggio mentre loro hanno preso fiducia e hanno ribaltato l’inerzia della gara. Ma da domani inizieremo a pensare alla prossima gara in Eurolega».
È possibile parlare di stanchezza per le gare di coppa? «Quando giochi punto a punto un po’ di stanchezza la senti, ma non deve essere un alibi. Archiviamo in fretta questa brutta battuta d’arresto e ricominciamo».
Ovviamente euforico, dall’altra parte, è invece coach Luca Dalmonte.
«I primi dieci minuti sono stati tremendi e abbiamo subìto Cantù. Gli ultimi 30’, invece, sono stati un’altra partita. Abbiamo avuto una grande reazione giocando con più coraggio. Faccio i complimenti alla mia squadra che ha disputato una grande gara contro un avversario forte e su uno dei campi più difficili d’Italia».

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Il capitano di Cantù Nicolas Mazzarino. Per i brianzoli serata da dimenticare

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