Benzina mai così cara. Dallo shock petrolifero all’ultima impennata

La folle corsa delle quotazioni
Quando il pontefice era Giovanni XXIII e la nostra Repubblica era presieduta da Giovanni Gronchi, quando il “miracolo economico” cominciava a mostrare i suoi portentosi effetti sul livello di benessere degli italiani, allora, all’inizio degli anni Sessanta, la benzina costava all’incirca 110 lire. Poco? In apparenza. Perché riportando ai valori attuali quella somma e traducendola nella moneta unica, si supera quota 1,466 euro al litro. Non proprio un prezzo stracciato, anche se, va detto, comunque
inferiore ai record toccati dai carburanti in questi giorni di folle corsa al rialzo.
E che si tratti di una corsa mai vista prima, lo dimostra il fatto che, come illustrato nel grafico riprodotto in queste pagine, dal 1960 a oggi i prezzi medi dei carburanti non sono mai stati così elevati.
Nell’ultimo mezzo secolo, insomma, gli automobilisti italiani non sono mai stati così tanto spremuti come invece avviene oggi. Basta dare un’occhiata ai valori sotto riportati per rendersi conto che soltanto all’inizio degli anni Ottanta, quando il conflitto scoppiato tra l’Iran e l’Iraq fece schizzare verso l’alto le quotazioni del petrolio, si raggiunsero prezzi paragonabili a quelli odierni, anche se inferiori. Allora, infatti, un litro di benzina costava 1,6 euro, oggi ha abbondantemente superato quota 1,7 e, in molti casi, a seconda della compagnia petrolifera, ha pure sfondato la soglia di 1,8 euro al litro. E secondo alcune previsioni entro Pasqua potrebbe arrivare a toccare i 2 euro. Un record, nella storia del nostro Paese.
Il picco raggiunto nel 1980 arrivò al culmine di un decennio, quello degli anni Settanta, denso di tensioni su scala internazionale, che ebbero effetti pesanti sulle quotazioni del barile, a partire dalla guerra arabo-israeliana del 1973. Un conflitto che ebbe come la crisi petrolifera che portò alle domeniche a targhe alterne, che tanti comaschi ricorderanno: per diversi mesi, di domenica, poterono solo circolare, alternativamente, vetture con l’ultimo numero della targa pari o dispari. Gli anni Settanta costrinsero per la prima volta l’Occidente a fare i conti con i Signori del petrolio, ovvero con i potenti produttori di oro nero, Paesi arabi innanzitutto. Fu uno shock, e non per nulla riferendosi a quel periodo si parla espressamente del primo shock petrolifero patito dalle economie occidentali. Quel decennio si aprì con la benzina a poco più di 1,2 euro, cifra sempre rapportata ai valori attuali, e si chiuse a quota 1,6 euro al litro.
Un’impennata che ricorda quella in corso negli ultimi anni. Dal 2009 a oggi, per l’esattezza. Tre anni fa la verde era venduta in media a 1,2 euro, lo stesso valore del 1970; oggi la benzina oscilla tra 1,7 e 1,8 euro al litro. Una salita altrettanto ripida che, e questo è l’aspetto più preoccupante, al momento non vede ancora il culmine e la successiva discesa. I prezzi, insomma, dal 2009 a oggi non fanno che correre verso l’alto.
Per consolarci, dovremmo tornare alla metà degli anni Sessanta, quando la benzina toccò il minimo dell’ultimo mezzo secolo. Nel 1965 per un litro di benzina bisognava infatti sborsare “solo” l’equivalente di 1,14 euro attuali. Un paradiso, se rapportato ai prezzi odierni.
Un’ultima annotazione: dal 1960 a oggi il costo di un litro di carburante è quasi sempre stato al di sopra di 1,2 euro. Soglia alla quale tutti gli automobilisti tornerebbero ben volentieri.

Marcello Dubini

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.