Biblioteche senza fondi, la protesta di Provincia e comuni

Bibliotecari lariani sul piede di guerra. In particolare, sono infuriati gli amministratori locali che sono chiamati alla gestione del patrimonio librario della provincia attraverso un sistema di network virtuoso. Almeno sulla carta. Perchè con i tagli ai fondi pubblici, rischia di incepparsi. L’effetto domino colpirà alla fine tutti gli utenti con vari disservizi.
Dei servizi della rete bibliotecaria provinciale di Como, tra cui il prestito interbibliotecario ed i servizi online, hanno usufruito anche lo scorso anno 95.865 cittadini lariani ed il costo complessivo del servizio è stato di circa 150.000 euro l’anno per tutta la provincia, di cui 104.000 euro l’anno come finanziamento regionale, a cui si sono aggiunte le risorse umane, tecnologiche e finanziarie messe a disposizione da ciascun Comune e dalla Provincia.
Oggi però, arriva la scure dei tagli. A seguito della riforma delle Province e soprattutto della mancata erogazione dei finanziamenti fin qui sempre erogati da parte della Regione Lombardia, la Provincia di Como come si legge in un comunicato diffuso ieri «si trova in serie difficoltà a mantenere attivo il servizio».
Infatti fino al 2014 circa i 2/3 della spesa erano coperti da fondi regionali, mentre la parte restante era coperta dalla Provincia. Quest’anno Villa Saporiti «si trova in gravi difficoltà nel programmare quelli che fino ad oggi sono stati servizi di cui tanti hanno usufruito, pur non sapendo da chi fossero finanziati».
Per i quattro sistemi bibliotecari lariani la Provincia cura i sistemi operativi telematici, la manutenzione dei programmi di software, l’assistenza annuale della rete provinciale, la catalogazione centrale dei documenti.
«A fronte dei tagli attuati è molto difficile oggi dire se e come i servizi della rete provinciale potranno essere mantenuti e grande è da parte nostra la preoccupazione che possano perdersi in modo definitivo», hanno protestato ieri con una sola voce Guido Rovi, consigliere provinciale delegato ai Sistemi bibliotecari, e gli assessori alla Cultura di Lomazzo Alberto Monti, di Menaggio Cristina Redaelli, di Como Luigi Cavadini e di Cantù Francesco Pavesi, anche a nomi dei sistemi bibliotecari cui le località fanno riferimento.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.