Bigiotteria contraffatta: maxi sequestro da mezzo milione di euro

Sono due le persone denunciate a piede libero: un ambulante di Como e un cinese di Milano. Quest’ultimo è ritenuto essere «a capo della filiera del falso»
Le indagini della guardia di finanza sono partite dal controllo di una bancarella alla Fiera di Pasqua
Tutto è partito da un controllo effettuato dalla guardia di finanza di Como nei giorni della tradizionale Fiera di Pasqua.
Passando in rassegna le bancarelle piazzate lungo viale Varese, a una pattuglia a piedi delle fiamme gialle non è passata inosservata merce contraffatta, esposta su alcuni scaffali di un ambulante comasco. Le indagini successive compiute dai “baschi verdi” hanno poi portato in queste ore a un maxisequestro di articoli di bigiotteria contraffatti, di prestigiose firme nazionali e estere.
Nei guai è così finito, oltre al comasco già citato che dovrà rispondere dell’accusa di ricettazione, anche un cinese residente a Milano, in via Paolo Sarpi, nella cosiddetta “Chinatown”, ritenuto dagli inquirenti il «capo della filiera del falso». Nelle mani della guardia di finanza di Como sono così rimasti ben 40mila articoli per un valore stimato di circa 500mila euro. Tutta la merce, grazie a una perquisizione voluta dalla Procura lariana, è stata recuperata e sequestrata, mentre il cinese è stato denunciato a piede libero ed è ora indagato proprio per il “taroccamento” delle firme.
L’operazione, come detto, era partita un anno fa, nei giorni dell’affollata Fiera di Pasqua, che si svolge lungo le mura della città di Como.
In viale Varese, gli uomini della finanza scoprirono su una bancarella merce contraffatta con firme di prestigio, come Tyffany & Co, Luis Vuitton, Dolce & Gabbana, Bulgari, Hermes, ma anche Liu Jo e Le Bebé.
Le indagini però non si fermarono qui, e anzi iniziarono a risalire la corrente della contraffazione, passo dopo passo, per individuare infine il vertice della filiera.
E dopo mesi di indagini, gli uomini della guardia di finanza hanno bussato alla porta del cinese residente a Milano, ora denunciato a piede libero.
La chiusura dell’operazione ha così permesso di tirare le prime somme: la merce recuperata (circa 40 mila articoli) ha infatti un valore notevole, stimabile in mezzo milione di euro.
Questa è l’ennesima, importante operazione delle fiamme gialle nel campo della tutela del mercato dei consumatori.
Lo scorso luglio, ad esempio, i finanzieri di Ponte Chiasso chiusero una operazione denominata “Filo di Arianna” che portò alla denuncia all’autorità giudiziaria di 38 persone, di cui 12 furono anche arrestate. Imputati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio e che nel prossimo mese di maggio, di fronte al giudice dell’udienza preliminare, per la gran parte potrebbe scegliere la via del patteggiamento.
Anche nell’operazione “Filo di Arianna”, il numero di articoli sequestrati si aggirò attorno alle 40mila unità (41mila per la precisione) e nelle mani della guardia di finanza rimasero capi di abbigliamento ma anche cd, dvd e cd rom contenenti opere cinematografiche e videogiochi. Prodotti, tra l’altro, realizzati contro le normative della comunità europea. I capi di abbigliamento, ad esempio, risultarono essere stati confezionati con sostanze nocive.

Mauro Peverelli

Nella foto:
I prodotti di bigiotteria, con i marchi contraffatti, sequestrati dagli uomini della guardia di finanza di Como

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