Bilancio camerale, Confindustria si astiene

Camera di Commercio

Nuovo strappo di Confindustria Como in Camera di Commercio. Ieri pomeriggio, al termine della discussione sull’assestamento di bilancio dell’ente, i tre rappresentanti di via Raimondi nel consiglio camerale – Gaetana Mariani, Francesco Pizzagalli e Tiberio Tettamanti – si sono astenuti sulla proposta presentata dalla giunta. Un voto che nessuno si aspettava e che non era stato nemmeno annunciato.
Raggiunto al telefono in serata dal Corriere di Como, uno dei tre consiglieri espressione degli industriali comaschi – Tiberio Tettamanti – ha ammesso che con l’astensione si è voluto «dare un segnale», aggiungendo subito dopo: «Ci sono motivi tecnici, e in ogni caso abbiamo già parlato con il presidente Marco Galimberti, ci incontreremo a breve».
Più che tecnici, i problemi sembrano essere però di natura politica. Secondo fonti vicine a Confindustria, il punto di frizione sarebbe relativo soprattutto alla scelta di prevedere risarcimenti a pioggia, in particolare per la mancata partecipazione a fiere e congressi. Un tema sul quale artigiani e commercianti hanno puntato i piedi e che Confindustria Como non ha digerito.
In effetti, nell’assestamento di bilancio – che ha portato il disavanzo 2020 a 3 milioni di euro, da coprire con le riserve proprie della Camera – sono previsti 600mila euro da destinare alle imprese su e.commerce, fiere e digitalizzazione.
Durante la discussione nessuno dei tre rappresentanti di Confindustria ha preso la parola per spiegare i motivi del dissenso, ma sembra che anche in giunta Gaetana Mariani avesse espresso la contrarietà degli industriali al provvedimento. Il fatto è che questo voto di astensione non è il primo segnale di insofferenza inviato da via Raimondi verso la presidenza della Camera di Commercio. Come molti ricorderanno, lo stesso era avvenuto in sede di approvazione del nuovo statuto, quando Confindustria – rompendo il patto di maggioranza – si schierò contro la proposta di Galimberti relativa alla formazione delle commissioni ordinarie.
Qualcosa deve essersi incrinato nel rapporto tra gli industriali comaschi e il presidente della Camera di Commercio.
E si è incrinato nel momento forse più difficile, quello in cui il tessuto economico lariano è sotto pressione per le conseguenze della pandemia.
Ieri, come detto, il consiglio camerale ha dovuto assestare il bilancio a -3 milioni di euro.
Non solo: ha dovuto anche prendere atto della situazione molto complicata che stanno vivendo le società partecipate: ComoNext, Villa Erba e Lariofiere.
La prima chiuderà il bilancio 2020 con un passivo di 200mila euro, comunque in ripresa dopo il lockdown (in un primo momento si era parlato di una perdita di 600mila euro). Villa Erba e Lariofiere, invece, stanno subendo pesantissimi contraccolpi dall’epidemia, che ha letteralmente messo in ginocchio il sistema fieristico nazionale e internazionale.
I padiglioni di Cernobbio dovrebbero chiudere l’anno con 1,589 milioni di euro di disavanzo, mentre il centro espositivo erbese farà registrare un rosso di 800mila euro.
Dal dibattito è emersa chiara la speranza che la situazione difficile dovuta a Covid-19 sia circoscritta al 2020. Diversamente, lo scenario potrebbe farsi davvero pesantissimo.

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