Bilancio e opere, giunta riunita 7 ore. Lucini: «La situazione è molto difficile Valutiamo il ritocco di Imu e Irpef»

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I conti pubblici
E subito via libera a un mini-aumento delle tariffe

Sindaco e assessori hanno iniziato la settimanale riunione di giunta alle 14.30. E sono usciti dalla riunione soltanto dopo 7 ore abbondanti. Un segno eloquente dei giorni tempestosi che – almeno sul fronte dei conti comunali – sta vivendo l’esecutivo di Palazzo Cernezzi.
Nello specifico, il tema affrontato ieri era il piano delle opere per il 2014. E i numeri sono stati subito dolorosi. Basti pensare che, nel 2013, lo stesso documento prevedeva (almeno in linea teorica) 8,3 milioni di investimenti

sui cantieri della città, mentre quest’anno la cifra dovrebbe essere inferiore di oltre 2 milioni attestandosi a quota 6. Ma lo scenario reale – al di là di ciò che dicono le carte – potrebbe essere ancora più misero, poiché a causa dei vincoli del patto di stabilità, la cifra effettivamente spesa dall’amministrazione lo scorso anno fu praticamente la metà di quella ipotizzata. E quest’anno potrebbe accadere lo stesso. Un quadro che, se si pensa che l’assessore al Bilancio dello scorso anno, Giulia Pusterla, definì quello del 2013 «un piano delle opere magro», ora potrebbe rivelarsi decisamente più triste. Con buona pace di nuove opere pubbliche, asfalti e grandi manutenzioni.
Il paradosso, però, è che si potrebbe quasi dire che qui finiscono le “buone” notizie. Perché se dal capitolo degli investimenti si passa a quello della spesa corrente, il tema diventa pericoloso per le tasche dei comaschi.
D’altronde, come riferito ieri, a causa di mancati trasferimenti, patto di stabilità, riduzioni di numerose voci di incasso, Palazzo Cernezzi deve recuperare circa 12 milioni complessivi per coprire tutte le proprie spese. E il modo già suggerito alla giunta dagli uffici finanziari, senza troppi fronzoli, è soprattutto uno: utilizzare la leva fiscale. La conferma di una ragionamento già avviato in questo senso arriva dallo stesso sindaco, Mario Lucini.
«Il problema è che dovremo necessariamente far fronte a una notevole riduzione delle risorse a disposizione – afferma il sindaco – I trasferimenti dal centro sono calati, i vincoli del patto di stabilità, non sono stati allentati, e dalla leva fiscale rischiamo di ottenere meno degli altri anni a causa delle continue modifiche della legislazione. Ora stiamo verificando come poter coprire le spese per gli investimenti e come coprire le spese correnti».
E se per la prima voce il quadro è relativamente semplice – ovvero «puntiamo sugli oneri di urbanizzazione e sul piano di dismissioni del patrimonio», dice Lucini – per il secondo versante il discorso si fa più doloroso. «Inutile negarlo – osserva il sindaco – abbiamo avviato qualche approfondimento sul ritocco dell’imposizione fiscale. In particolare, le valutazioni vertono sull’Irpef (oggi suddivisa in 5 scaglioni con aliquote tra lo 0,2% e lo 0,8% in base al reddito, ndr) e l’Imu sulle seconde case (oggi allo 0,96%, ndr). Nulla è ancora deciso, anche se di sicuro non toccheremo le prime case».
Sul fronte tariffario, intanto, la giunta ieri ha deciso di arrotondare tutte le tariffe ai 50 centesimi successivi per avere sempre cifre tonde.
Resta il capitolo della eventuale sostituzione di Giulia Pusterla. «Non è facile trovare la persona adatta – dice il sindaco – La stiamo cercando, ma prenderò tutto il tempo che serve per una decisione ponderata e sicura».

Emanuele Caso

Nella foto:
Gli uffici finanziari di Palazzo Cernezzi hanno segnalato la necessità di usare anche la leva fiscale per reperire risorse utili a coprire le spese comunali

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