Bilancio finale della “Città dei Balocchi”. Ecco le 10 domande del Corriere di Como

Le casette della Città dei Balocchi

Dieci domande agli organizzatori della Città dei Balocchi e al Comune di Como. Dieci domande per capire se la kermesse organizzata ogni anno nel centro storico di Como sia davvero, in tutto e per tutto, un valore aggiunto per la città.
Oppure se oltre alle sfavillanti luci che illuminano monumenti e piazze, sul capoluogo lariano – durante i 40 giorni a cavallo delle festività di fine anno – si allunghi pure qualche ombra.
Per martedì prossimo è stata convocata, in un noto albergo cittadino, una conferenza stampa durante la quale saranno resi noti i dati finali della manifestazione. A questo appuntamento il Corriere di Como andrà con un elenco di domande – dieci in tutto – cui crediamo sarebbe importante dare risposta. Le anticipiamo, per fare in modo che gli organizzatori e il Comune possano prepararsi con la necessaria attenzione. E le motiviamo. Anche per diradare il dubbio che pure qualcuno ha insinuato, ovvero che da parte nostra vi sia stato talvolta un atteggiamento pregiudiziale.
Non è così. Il Corriere di Como ha semmai dato conto – voce spesso unica – a iniziative politiche che l’opposizione ha portato in consiglio comunale.
Peraltro, un’ulteriore interrogazione sulla Città dei Balocchi è stata annunciata dalla Lista Rapinese e anche da questo nuovo atto abbiamo deciso di prendere spunto per le nostre domande. Ma andiamo con ordine. E cominciamo con i quesiti.

1-Quando verrà presentato il rendiconto economico analitico e dettagliato della manifestazione?
Gli organizzatori della manifestazione si sono impegnati contrattualmente a presentare un consuntivo dettagliato delle entrate e delle spese sostenute. Il Comune ha detto di «pretendere» questo rendiconto. È un passo importante rispetto agli anni passati, quando alle relazioni finali veniva allegato un singolo foglio con numeri generici.

2-Da chi sarà certificato questo rendiconto?
Il sindaco di Como Mario Landriscina ha più volte detto che il consuntivo dovrà essere validato da professionisti. Noi pensiamo che debbano anche essere prodotte le fatture. In ogni caso, la certificazione del bilancio dovrebbe poter garantire tutti.

3-Quanto hanno pagato gli affittuari per utilizzare ogni singola casetta?
Su questo punto non c’è mai stata vera trasparenza. Le cifre si sono susseguite in modo incontrollato, pensiamo sia venuto il momento di fare chiarezza. Nei prossimi giorni, come detto, la Lista Rapinese presenterà una nuova interrogazione prendendo spunto da quanto accade in altre località turistiche.
«A Madesimo – dice il capogruppo Alessandro Rapinese – le casette del mercatino di Natale sono affittate per oltre due settimane alla cifra, tutto compreso, di 360 euro. A Como si parla di 5mila euro o anche più. Se fosse vera, come è possibile giustificare una simile differenza?», si chiede Rapinese.

4-Con quale criterio sono stati scelti gli affittuari delle casette e le merceologie da collocare nelle stesse?
Il mercatino natalizio di Como ha avuto successo indubbio ma ha sollevato qualche dubbio sulla qualità dell’offerta commerciale, ritenuta da molti poco legata alla tradizione.
Su questo punto, il consigliere comunale Michele Cappelletti, commerciante del centro, ha deciso di intervenire con un’altra interrogazione. A suo dire, il Comune non garantisce gli esercenti cittadini perché permette a chi affitta le casette di mettere in commercio prodotti venduti anche nei negozi a due passi dal mercatino. «Siamo intenzionati a presentare una mozione che impegni il Comune a istituire una commissione – dice ancora Rapinese – che selezioni le merceologie per le casette ed eviti la concorrenza sleale».

5-Sulla scorta della segnalazione del Pd in consiglio comunale, da chi sono stati condotti (e in che modo) tutti i necessari accertamenti preventivi per evitare possibili episodi di lavoro nero all’interno delle casette?
Su questo punto, in parte, è già arrivata in consiglio una risposta dell’assessore al Commercio Marco Butti. Tuttavia, ciò che più conta è capire in che modo sia verificata l’attuazione concreta del codice etico citato pure nel contratto di servizio stipulato tra il Comune e gli organizzatori della kermesse.

6-In che misura gli organizzatori hanno partecipato alle spese non preventivate sostenute dalla Città per la manifestazione?
Al di là di quanto stabilito dalla convenzione e dal contratto d’appalto che regola la manifestazione, sono intervenute anche quest’anno situazioni particolari che hanno certamente costretto il Comune a spendere più di quanto preventivato. Sarebbe importante capire in che modo l’organizzazione della Città dei Balocchi contribuisce a tali spese e sulla base di quali considerazioni. Se cioè esiste, ad esempio, una cabina di regia che prende in considerazione le novità o se tutto è lasciato al caso.

7-A quanto ammonta il controvalore della tassa sul suolo pubblico a cui il Comune ha rinunciato?
Uno dei punti più controversi, su cui questo giornale ha sempre molto insistito, riguarda le sovvenzioni pubbliche concesse alla manifestazione. Non perché vi sia da parte nostra una contrarietà preconcetta, ma perché crediamo che un contributo sia giustificato se chi lo riceve non fa profitto. Regione, Comune, Camera di Commercio finanziano la kermesse con dazioni in denaro. Ma il Comune rinuncia pure alla tassa di occupazione del suolo. Perché? E quanto costa questa rinuncia alle casse del capoluogo?

8-È stato quantificato il costo finale sostenuto dal Comune di Como per le misure straordinarie di sicurezza?
Questa domanda e la successiva (9-È stato quantificato il costo finale sostenuto dal Comune di Como per le misure straordinarie per la viabilità?) sono legate a quanto detto sin qui. Le spese intervenute dopo la stesura della convenzione e del contratto, le spese cioè non previste, a quanto sono ammontate? E come sono state ripartite? È giusto, ci chiediamo, che il Comune si faccia carico completamente degli eventuali maggiori costi della manifestazione?

10-Sulla base delle risultanze finali del rendiconto degli organizzatori e delle spese realmente sostenute, il Comune è intenzionato a rivedere i termini del contratto stipulato lo scorso anno?
L’ultima questione, com’è ovvio, riguarda il futuro. La Città dei Balocchi è sicuramente un evento importante, che genera indotto e porta a Como tanto turismo invernale. Rispetto alle origini, però, è profondamente cambiata. Indossando vesti molto più commerciali. Niente di male e nulla di scandaloso. Ma se questo è vero, allora la Città ha il diritto di ottenere di più. Anche in termini economici.

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