Bin sentito per cinque ore scagiona Rinaldin

L’inchiesta sui contributi al Lido di Menaggio
L’ex assessore: «La tangente? Ho mentito per uscire dal carcere»
Quella di ieri potrebbe essere stata una udienza importante, all’interno del processo all’esponente del Pdl Gianluca Rinaldin, consigliere regionale al Pirellone finito di fronte ai giudici del tribunale di Milano per rispondere alle accuse di corruzione, truffa aggravata e falso nell’ambito dell’inchiesta ”Lake Holidays”. In aula infatti, per oltre cinque ore, è stato sentito – nella seconda tappa della sua deposizione dopo le precedenti tre ore di interrogatorio in giugno – il suo ex delfino, Giorgio Bin, esaminato e controesaminato dalle parti.

E Bin, che è già uscito dal processo con una condanna a un anno e 9 mesi per corruzione e truffa aggravata, ha sostanzialmente scagionato la sua vecchia “guida” politica, ribadendo di non aver dato alcuna tangente a Rinaldin il quale non avrebbe neppure saputo nulla della truffa ai danni del Pirellone. Un passaggio importante, questo, in quanto le accuse all’esponente del Pdl parlavano proprio, tra le altre cose, della presunta truffa consapevole ai danni della Regione Lombardia per ottenere i contributi per i lavori di ristrutturazione del Lido di Menaggio. Perché, allora, Bin avrebbe deciso di ritrattare quanto in precedenza dichiarato ai magistrati di Milano?
«Perché credevo che quello fosse l’unico modo per uscire dal carcere. O almeno, fu quello che percepii in quei giorni, decidendo di imboccare quella strada». Un passaggio che, unito alla negazione dell’esistenza della busta piena di soldi consegnata dall’allora direttore del Coordinamento turistico lago di Como, Umberto Tagliaferri, a favore di Rinaldin, e al ribadire la non conoscenza dello stesso Rinaldin della truffa in merito ai lavori di ristrutturazione del lido, potrebbe ora giocare un ruolo importante all’interno del processo che attende di sentire le parole proprio di Tagliaferri, che ieri però non si è presentato in aula (per la seconda volta) facendo pervenire un certificato medico.
Tra l’altro, il teste Bin rischia ora una nuova grana, sia se la sua testimonianza non dovesse essere ritenuta attendibile (in questo caso si parlerebbe di falsa testimonianza), sia che la sua versione dovesse essere ritenuta attendibile, con una evidente calunnia nei confronti di Rinaldin. Fu proprio grazie alle parole dell’ex assessore provinciale al Turismo, tra l’altro successore di Rinaldin su quella poltrona, che il consigliere regionale del Pdl finì ai domiciliari.

Mauro Peverelli

Nella foto:
La questione Lake Holidays esplose per i contributi regionali per la ristrutturazione del Lido di Menaggio

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