Binda e Spallino: «Andare avanti su questa strada»

alt Le opinioni dell’ex assessore e dell’ex primo cittadino

(f.bar.) «L’idea che soltanto con le macchine parcheggiate fuori dalle vetrine si possano fare affari è assolutamente sbagliata. E i commercianti devono capirlo».
Non ha dubbi, Nini Binda, ex assessore della giunta Botta che si occupò del piano del traffico e della spinosa questione dei parcheggi. Il duro faccia a faccia che ormai da mesi oppone negozianti ed esecutivo – e che in questi giorni vive i momenti più intensi – non avrebbe ragione di esistere, almeno secondo l’ex assessore.
«Come in tutte le città

con una visione europea, è fondamentale lavorare per liberare il centro storico dalle auto. È necessario togliere le vetture, sistemarle in zone defilate e rendere vivibili, pedonalizzando, le realtà urbane – dice Binda – Soprattutto, quelle a vocazione turistica come la nostra. E per fare ciò, ridurre il numero dei mezzi in circolazione dev’essere una priorità».
Dice ancora Binda: «Prima della giunta Botta ci fu la grande rivoluzione ideata da Antonio Spallino. Con la chiusura del centro storico e l’insurrezione, in un primo momento, della città intera. Progetto che ormai viene considerato come un passaggio decisivo nella storia della città». Dieci anni dopo Spallino, prosegue Binda, «intervenimmo per rifare il piano parcheggi e della sosta. Firmai io i provvedimenti. Creammo moltissimi parcheggi, sia a raso sia negli autosili: da Tavernola al Quarto Ponte all’ex Zoo, per citarne alcuni. L’idea che ci ha guidato è sempre stata di realizzare strutture fuori dal centro e far pagare di più i posti a ridosso delle mura – aggiunge Binda – E così si deve fare anche ora. Il piano Gerosa, in tal senso, lo vedo come una prosecuzione di quanto avviato da noi. Un lavoro che non siamo riusciti a concludere perché finì la nostra esperienza a Palazzo Cernezzi».
Nini Binda conclude con un invito alla giunta. «Non devono fare marcia indietro. Hanno deciso di intraprendere un percorso a mio avviso giusto, procedano senza incertezze. Anch’io fui contestato dai commercianti ma non indugiai. Non avrebbe avuto senso. Certo, se si dovessero manifestare in maniera evidente correttivi, perché non discuterne? Ma avanti sulla strada tracciata», conclude Binda.
E chi, più volte in questi mesi di acceso dibattito sulla Ztl, è stato chiamato in causa è Antonio Spallino, sindaco di Como dal 1970 al 1985. Fu lui a chiudere il centro storico alle auto inimicandosi, all’inizio, i commercianti. «Al sindaco posso dare un solo consiglio: tenga duro. È sicuramente una bella gara e non deve cambiare idea – dice l’ex primo cittadino – Bisogna saperlo. Ogni rivoluzione all’inizio genera perplessità se non forti polemiche, come nel mio caso. Poi, però, vista la bontà del provvedimento, alla fine cambiarono idea. Ai miei tempi tutti, in principio, erano contrari. Alla fine, il piano di chiusura del centro storico venne lodato». Anche perché, «città con tali bellezze come la nostra e con un centro così ricco di cultura non sono fatte per consentire il transito alle auto. Sono bellezze da preservare in ogni modo. Dopo la chiusura alle vetture vidi ritornare a passeggio per il centro le mamme con i passeggini dei piccoli», conclude.

Nella foto:
A sinistra, l’ex assessore della prima giunta Botta, Nini Binda. A destra, una foto di piazza Cavour negli anni ’50 del ’900, quando il centro storico del capoluogo lariano era interamente percorso dalle automobili

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