Binda: «Posteggi più cari in centro e sanzioni severissime»

Intervista all’ex assessore al Traffico
«Gli autosili di cintura devono garantire costanti e frequenti collegamenti con la città»
«Io assessore al Traffico? Accetterei volentieri. Sarebbe stimolante, mi piacerebbe contribuire allo sviluppo della città. Quella delega, però, ha senso solamente se associata alla Vigilanza».
Già assessore alla Mobilità durante la giunta Botta, durante la quale fece approvare il piano del traffico «tuttora in vigore», Nini Binda spiega come – a suo avviso – bisognerebbe rivoluzionare la sosta in città. Un solo punto cardine: le auto devono restare ai margini di Como. Chi decide

di posteggiare in centro deve pagare molto di più. Al tempo stesso, i posteggi di interscambio – Tavernola, Valmulini e San Giovanni – devono garantire collegamenti diretti, frequenti e gratuiti con il centro.
«Il piano urbano del traffico approvato 10 anni fa con il solo voto contrario di Rifondazione – dice Binda – purtroppo non venne mai aggiornato. In teoria andava modernizzato ogni biennio, alla luce dei nuovi flussi di traffico. Ma i tre assessori venuti dopo di me (D’Alessandro, Caradonna, Molinari, ndr) non l’hanno aggiornato».
Secondo Binda, è fondamentale che le deleghe a Traffico e Vigilanza vengano assegnate alla stessa persona. «È ciò che consiglio al futuro sindaco – dice – lo fece anche Botta con me e i risultati operativi furono incoraggianti. Si può fare un piano scientifico della sosta, preciso al dettaglio e redatto con i migliori tecnici del settore, ma va fatto osservare con fermezza. Per questo l’assessore alla Mobilità deve avere anche la delega alla Vigilanza: traffico e polizia locale non possono essere disgiunti, rispondere cioè a due assessori diversi. Accorpare le deleghe sarebbe utile anche in situazioni di emergenza, come le grandi nevicate».
Secondo Binda, le auto dovrebbero fermarsi fuori città. È quel che ha tentato di fare l’ultima amministrazione, senza però grandi risultati: il centro di Como è tuttora intasato di auto. L’autosilo Valmulini, vuoto, perde 180mila euro all’anno. «Mi spiace che la giunta abbia bocciato il rincaro dei posteggi in città. Ma quella è l’unica soluzione per scoraggiare la sosta in centro – dice Binda – le tariffe devono aumentare gradualmente all’avvicinarsi verso il centro. Contemporaneamente, però, i posteggi di cintura devono garantire costanti e frequenti collegamenti con la città. Per Valmulini non bastano le corse ordinarie di Asf. Bisogna allestire una navetta dedicata, che si pagherebbe da sola se l’autosilo funzionasse. Valmulini potrebbe diventare un grande posteggio di cintura, come Lampugnano per Milano. Per servire l’autosilo di Tavernola, invece, avevo pensato a un “metro-battello” tra Tavernola, Villa Olmo, piazza Cavour e viale Geno. Se fossi assessore – conclude Binda – farei subito un posteggio nel quartiere Sinigaglia. Servirebbe anche per potenziare la ricettività in occasione delle grandi mostre».

Andrea Bambace

Nella foto:
Il parcheggio di Tavernola. Secondo l’ex assessore Binda andrebbe collegato al centro con un “battello-metro” (foto Baricci)

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