Bizzarrie tessili in mostra alla Fondazione Ratti

Damasco broccato in seta da Lione (1700-1710) dalla collezione della Fondazione Ratti

Un nuovo viaggio nelle meraviglie del tessile. Apre la mostra Bizarre. Novità e stravaganze nelle sete europee del XVIII in dialogo con le opere di Stefano Arienti , Inaugurazione il 14 dicembre alle 18 alla Fondazione Antonio Ratti, Villa Sucota, via per Cernobbio 19 a  Como. La mostra a cura di Maddalena Terragni in collaborazione con Gregorio Magnani si potrà visitare fino al  31 marzo 2019 e presenta un dialogo inedito tra una selezione di tessuti “bizarres”, provenienti dalle collezioni FAR (Fondazione Antonio Ratti) e TGL (di Alberto Tagliabue), e l’opera dell’artista Stefano Arienti. Un viaggio meraviglioso si diceva sulle tracce della fantasia  che guidò a  cavallo tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo i tessitori europei. Che inventano motivi decorativi inusuali mescolandoli liberamente e attingendo a tutti i riferimenti culturali che provengono dall’Oriente.

Seguendo la propria sensibilità e interpretando le forme, per la prima volta gli artigiani tessili possono attingere a piene mani al repertorio delle disegnature e creare per le loro sete policrome disegni astratti che si snodano sinuosi mescolandosi a motivi geometrici, grandi infiorescenze fantastiche che si confondono tra raffigurazioni di architetture barocche ed edifici orientaleggianti. La realizzazione di disegni tanto impegnativi è resa possibile dall’altissima competenza tecnica dell’epoca, in grado di tradurre le novità, le stravaganze e la raffinatezza dei decori, a volte di difficile lettura.

Questo approccio libero, comune alle produzioni settecentesche e al contemporaneo, viene reiterato e sottolineato dall’intervento site-specific di Stefano Arienti. Non è la prima volta che il lavoro di Arienti si sviluppa attraverso il confronto con una collezione storica ma a Como si caratterizzerà per il dialogo incalzante che si instaura con i tessuti.

Le sete operate settecentesche

I “bizarres” fanno parte di uno dei nuclei più significativi della collezione tessile della Fondazione Antonio Ratti: le sete operate del XVIII secolo.

Si tratta di circa 800 reperti, per lo più produzioni lionesi e veneziane, che nel loro insieme testimoniano tutte le trasformazioni tecniche, sociali e di gusto che segnarono l’ambito tessile europeo di quel periodo. Sono tessuti di seta policromi che si distinguono per il grande dispiego di filati d’oro e d’argento e per

la ricchezza iconografica e delle armature damascate e broccate.

Stefano Arienti

Nato a Asola (Mantova) nel 1961, nel 1980 si trasferisce a Milano, dove risiede tuttora. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri, dove incontra Corrado Levi, il suo primo maestro. Con altri giovani artisti frequenta l’ambiente artistico italiano nel momento di rinnovamento successivo alle stagioni dominate dall’Arte povera e dalla Transavanguardia.

Ha tenuto una serie di mostre personali e collettive in gallerie e istituzioni d’arte italiane e straniere tra cui: Museo MAXXI, Roma (2004); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2005); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2008); Palazzo Ducale, Mantova (2009); Museion, Bolzano (con Massimo Bartolini, 2011). Ha partecipato alla Biennale di Venezia (Aperto 1990, 1993); Biennale di Istanbul (1992); XII Quadriennale di Roma, 1996 (primo premio); Biennale di Gwangju (2008). Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo e all’Università IUAV di Venezia.

Informazioni

Date

15 dicembre 2018 – 31 marzo 2019

Ingresso libero

Orari di apertura

Da lunedì a venerdì: 10-13 e 15-18

Domenica: 14-18

(ultimo ingresso 17.30)

Mese di dicembre e festività natalizie

Nel mese di dicembre e durante le festività natalizie, la mostra sarà aperta oltre all’orario settimanale nei giorni:

sabato 15 e sabato 22, dal 27 al 30 dicembre e dal 2 al 6 gennaio,

dalle 14 alle 18

Informazioni e prenotazioni visite

info@fondazioneratti.org

Sede

Fondazione Antonio Ratti, Villa Sucota

via per Cernobbio 19, Como

+39 0313384976

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.