“Blackbird”, quel crudele legame che unisce vittima e carnefice

Ray ha quasi 60 anni; lei, Una, ne ha 27, ma sembra ancora un’adolescente. Quindici anni prima, sono stati amanti per tre mesi. Il loro rapporto è stato scoperto: lui ha dovuto scontare la galera, lei la riprovazione dei familiari. Complice una foto pubblicata da un giornale, Una ha ritrovato Ray e ora vuole affrontarlo da adulta.
Il loro dialogo diventa presto un duello senza esclusione di colpi, ma per un istante pare che la reciproca attrazione non si sia spenta, che qualcosa si sia mantenuto inalterato nel tempo. Fino all’immancabile – ma davvero inimmaginabile – colpo di scena.
Quando due anni fa, a Milano, venne presentato da Luca Ronconi nella veste di direttore artistico del Piccolo Teatro, Blackbird – in scena questa sera alle 20.30 al Teatro Sociale di Como con la regia di Lluis Pasqual – suscitò concitate e goffe reazioni dei politici presenti in sala. Ronconi definì sbrigativamente il testo di David Harrower «dramma sulla pedofilia». In realtà l’opera che il giovane drammaturgo scozzese scrisse nel 2005, ispirandosi a un fatto di cronaca, mette a nudo quanto sia ambiguo il confine tra vittima e carnefice nei rapporti amorosi. Il gioco al massacro trova in Massimo Popolizio e Anna Della Rosa – nei panni di un uomo debole e inadeguato al peso della situazione, e di una donna che non ha mai voluto superare il trauma – interpreti di bravura sbalorditiva.

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