La maxi-operazione contro le cosche vibonesi di ’ndrangheta che ieri ha portato in carcere 260 persone (più altre 70 ai domiciliari) ha sfiorato anche la provincia di Como. Tra le persone arrestate, infatti, c’è anche un avvocato 47enne di Lametia Terme balzato all’onore delle cronache come difensore del titolare dell’assegno da 100 milioni di euro sequestrato il 20 novembre scorso alla frontiera di Maslianico. Quel giorno la guardia di finanza aveva fermato al valico un’Alfa Romeo 166 diretta in Svizzera con a bordo quattro uomini: un calabrese 56enne, già noto alle forze dell’ordine, un fiorentino 45enne, un iraniano 38enne e un afghano di 60 anni residente in Germania. L’assegno da 100 milioni di euro trovato nell’auto era stato emesso da una banca di Ginevra. Il titolo di credito era scaduto da un mese, ovvero dall’ottobre 2019, ma la cosa non aveva evitato ai quattro di essere iscritti sul registro degli indagati della Procura di Como con l’ipotesi di reato di riciclaggio. Uno dei legali che successivamente hanno presentato istanza al Tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro dell’assegno, come detto, è ora nelle maglie dell’inchiesta “Rinascita Scott” condotta dal procuratore Nicola Gratteri.
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