Blitz della polizia locale: chiusi tutti gli accessi alla Santarella

Messi due nuovi lucchetti agli ingressi, interdetti gli altri accessi e posizionati cartelli
Chiude la Santarella. Sono cominciati ieri mattina i lavori per sbarrare in maniera definitiva gli accessi all’ex centrale termica della Ticosa che, ormai da alcuni anni, si è trasformata in un’area degradata della città, in un rifugio per disperati abitato, a fasi alterne, da piccole comunità di senza tetto e vagabondi.
Gli ultimi ad averne preso possesso sono stati una decina di senegalesi che ieri non erano però presenti al momento dell’arrivo delle persone incaricate di serrare gli ingressi. I primi lavori si sono focalizzati sui cancelli esterni che delimitano l’area al cui interno sorge la Santarella.

Sono innanzitutto stati posizionati due nuovi lucchetti per sbarrare i due ingressi alla zona e sono stati affissi dei cartelli che invitano, in inglese, a stare alla larga dall’area perché pericolosa. Ma non solo.
Sono stati anche interdetti gli altri accessi che i disperati avevano ricavato aprendo dei passaggi di fortuna nelle reti metalliche che scorrono intorno alla Santarella.
«Abbiamo cominciato un lavoro che dovrà portare, entro breve, a mettere in sicurezza l’intera struttura – interviene l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Cernezzi, Francesco Scopelliti – per impedire che, ciclicamente, questa zona si trasformi in un alloggio di fortuna per i senzatetto». Va infatti ricordato come, nel corso degli ultimi mesi, si sia riproposta l’emergenza “degrado” in diversi punti della città, a partire dall’ex scuola Baden Powell di via Tommaso Grossi dove, più volte, i “residenti” hanno spaventato il quartiere rendendosi protagonisti di violente risse. Stessa situazione che si vive anche nell’area ex Rasa, in via Scalabrini, dove poco più di 20 giorni fa si è suicidato un tunisino di 26 anni, sbarcato da poco in Italia e dove, sempre di recente, una festa improvvisata e contestata dai residenti per il rumore assordante, si è conclusa con l’arrivo della polizia e con un’immancabile scazzottata.
Ulteriore alloggio per disperati anche l’ex Ticosa e, in particolare, gli spazi angusti esistenti sotto il ponte di via Grandi.
«Si tratta solo di piccoli lavori per i quali ho recuperato alcune migliaia di euro – precisa sempre l’assessore Scopelliti – Era assolutamente necessario cominciare a fare qualcosa». Intanto, ieri sera, sbirciando all’interno della Santarella erano ancora presenti tracce di vita quotidiana. Da vestiti a suppellettili. «Non abbiamo eseguito uno sgombero degli abitanti», spiega l’assessore. Ora bisognerà vedere da che parte, come e se i “residenti” riusciranno a rientrare.
«Alcuni addetti dell’ufficio tecnico hanno compiuto un sopralluogo per analizzare l’area e valutare quali dovranno essere i prossimi lavori – afferma il comandante della polizia locale di Como, Vincenzo Graziani – È questione di tempo». In effetti, l’area della Santarella non sarà bonificata in tempi molto rapidi. «L’operazione non è facile. Vanno ancora recuperate le risorse necessarie per concludere l’intervento – conclude l’assessore – Dobbiamo murare l’edificio e impedire ogni possibile accesso. E per fare ciò abbiamo bisogno, come minimo, di 20mila euro».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Uno dei cartelli che intima di stare alla larga dall’ex centrale termica. Nessuno sgombero è stato avviato verso gli occupanti (foto Fkd)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.