Blue Whale, tre casi sospetti a Como. Allarme per il “gioco” che istiga al suicidio

Tacciato inizialmente di essere solo una “fake news”, una falsa notizia, il “Blue Whale”, la “balena blu” sta diventando un autentico incubo social per i ragazzini. L’allarme sta rimbalzando anche sul Lario e sono almeno tre in pochi giorni i casi arrivati all’attenzione dei carabinieri e segnalati anche alla Procura.
In tutti gli episodi si tratta fortunatamente di situazioni scoperte in una fase iniziale, che non avrebbero comportato un reale pericolo di vita per i ragazzini coinvolti. La preoccupazione però cresce di giorno in giorno ed è massima anche l’attenzione delle forze dell’ordine, che invitano però soprattutto le famiglie a vigilare e segnalare eventuali atteggiamenti sospetti.
Nato in Russia, il “gioco” del Blue Whale prevede per i partecipanti, adescati online da un cosiddetto tutor, un totale di 50 prove da effettuare in altrettanti giorni. Il tutor detta le regole e chiede ai ragazzi di effettuare azioni di autolesionismo che partono da tagli e lesioni sulle braccia per aumentare via via il grado di pericolosità. Le prove terminano con l’istigazione al suicidio lanciandosi nel vuoto. In Russia, secondo le informazioni più recenti sarebbero oltre 100 le vittime, adolescenti e ragazzi giovanissimi.
I casi arrivati all’attenzione dei carabinieri di Como riguarderebbero ragazzine delle scuole medie. Almeno tre come detto gli episodi sui quali si stanno facendo approfondimenti, mentre in altri due casi la pista della “balena blu” sarebbe stata esclusa dopo i primi accertamenti. A dare l’allarme sarebbero stati in tutti i casi i genitori, che hanno notato lesioni sospette sulle braccia delle figlie e hanno deciso di intervenire prontamente.

 

La “Balena blu” preoccupa: nuovo caso segnalato in Procura. Quarto episodio in meno di una settimana

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