Cultura e spettacoli

Blues doc con Hammond. Il rock dei White Lies

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I live da non perdere

Mente aperta al mondo ma piedi ben piantati sul territorio. Questo lo spirito delle tre serate di “Glocalnews”, il festival del giornalismo digitale locale e globale in programma a Varese dal 14 al 17 novembre. Fra gli ospiti degli appuntamenti che chiuderanno le prime serate della rassegna che si svolgerà nella sala napoleonica di Villa Ponti, tutte con inizio alle 21, il cantautore Davide Van De Sfroos, gli autori Gino & Michele e il comico Gioele Dix. Giovedì 14 novembre, sarà proprio il

nostro Davide a inaugurare la kermesse con uno spettacolo in cui il cantautore “laghèe” porterà a Varese il suo ultimo progetto Terra&Acqua. Un viaggio folk multimediale alla scoperta del Lago di Como tra musica, poesia, arte, tradizione, gastronomia e natura.
Il padre di John Hammond, John Hammond sr, è stato tra gli anni Trenta e Settanta una delle figure più creative e lungimiranti del mondo dello spettacolo e dell’industria discografica americana. Organizzatore degli epocali concerti “From Spirituals To Swing”, talent scout formidabile per la Columbia Records, ha legato il suo nome a quello di giganti del jazz, del blues, del soul e del pop: da Bessie Smith ad Aretha Franklin, da Billie Holiday a Charlie Christian, da Count Basie a Bob Dylan. Fu proprio Hammond, quanto lo notò al Greenwich Village di New York, a credere per primo in Dylan nel 1961 e a fargli firmare un contratto discografico per il suo primo omonimo album.
Il figlio, John Hammond, nato proprio nella Big Apple nel 1942, ha dedicato alla tradizione musicale afroamericana altrettanta passione e intelligenza, via via affinando i suoi talenti di chitarrista, armonicista, cantante, e conquistando un ruolo di primissimo piano – come sensibilità interpretativa, ampiezza di riferimenti, puntualità filologica – tra gli epigoni bianchi dei grandi bluesmen neri.
Singolare quanto preziosa è stata poi, nel 2001, la collaborazione con il Tom Waits produttore e compositore per l’album Wicked Grin, un omaggio al contrastato e visionario mondo poetico dell’immaginifico songwriter di Los Angeles, reso con l’appassionata schiettezza e il concreto lirismo del navigato e ispirato bluesman.
Al Bloom di Mezzago, sabato 16, alle 21, una serata con la storia del blues e uno dei suoi più onesti interpreti bianchi.
Eredi di un sound tipicamente british, insieme agli Editors, i White Lies sono gli unici rappresentanti credibili di un rock oscuro e magico che ha nei suoi cromosomi lo stile e la ricercatezza di band come Joy Division e Cure.
Dopo il successo del disco d’esordio, To Lose My Life – accompagnato da hit come Farewell To The Fairground, Death e To Lose My Life – che ha vertiginosamente scalato le classifiche di vendita piazzandosi al numero uno in Inghilterra, nel gennaio del 2011 la band londinese ha pubblicato il secondo atteso disco, Ritual, prodotto da Alan Moulder (già collaboratore di Depeche Mode e Smashing Pumpkins) e anticipato dal singolo Bigger Than Us.
Dal vivo i White Lies dipingono atmosfere scure e raccolte, ma capaci di esplodere in un attimo con un eclettismo pop-rock davvero invidiabile per la sua energia.
Nei testi, anch’essi bui e crepuscolari, è la voce diretta, decisa e teatrale di Harry Mc Veigh a governare la scena, mentre le ritmiche di Charles Cave (basso) e Jack Lawrence Brown (batteria) si rincorrono insieme alle chitarre e alle tastiere, sempre ad opera di Harry. Lo scorso agosto, motivo per cui sabato 16 novembre, alle ore 21, arrivano a Milano, ai Magazzini Generali, i White Lies hanno regalato ai loro fan Bit Tv, il tanto atteso terzo album.

Nella foto:
I PROTAGONISTI
La storia del blues e uno dei suoi più onesti interpreti bianchi, John Hammond (a sinistra), nella serata in calendario al Bloom di Mezzago, sabato 16 novembre. Sotto, i White Lies attesi invece ai Magazzini Generali
14 Novembre 2013

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