Bocchietti: «Siamo di fronte a una patrimoniale»

Il presidente di Confedilizia Como
«Lo ripeto: siamo di fronte a una vera e propria patrimoniale».
Il presidente di Confedilizia Como, Claudio Bocchietti, commenta le ultime notizie sull’Imu. Non passa giorno, ormai, senza una novità, perlopiù negativa, sull’Imposta Municipale Propria.
L’ultima riguarda le seconde case sfitte. I proprietari di seconde case si aspettavano una “bastonata”, poiché l’aliquota base per gli immobili diversi dall’abitazione principale è pari al 7,6 per mille, contro il 4
per mille per la prima casa. E i comuni hanno facoltà di abbassarla o di alzarla di 3 punti.
Dovendo tuttavia mantenere una bassa imposizione sulla prima casa e, al tempo stesso, garantire un certo gettito allo Stato sulla seconda, i comuni difficilmente abbasseranno l’aliquota per gli immobili diversi dall’abitazione principale.
Alcuni municipi, però, stanno anche differenziando l’aliquota tra la seconda casa sfitta o affittata. L’ha fatto Firenze.
L’ha fatto, come si legge sopra, anche Alassio, dove per la seconda casa affittata l’aliquota è al 6 per mille, mentre per gli appartamenti sfitti l’aliquota è pari al 9,3 per mille (a patto ovviamente che non sia prima casa).
«La logica – tuona Bocchietti – vorrebbe che i proprietari di immobili siano i primi interessati a mettere a rendita la seconda casa. Non penso – ironizza il presidente di Confedilizia – che nessuna persona, proprietaria di una seconda casa, sia così masochista da aspettare la bastonata dell’Imu per trovare un inquilino e far fruttare l’investimento. Sia chiaro: chi ha la villa a Porto Cervo per le vacanze, può anche permettersi di pagare un’imposta più alta. Su questo non ci piove. Ma pensiamo all’anziano che vive in casa di riposo». Chi vive in casa di riposo, infatti, per legge dev’essere residente presso l’istituto: la sua abitazione, così, diventa “seconda casa”. Secondo il testo del decreto fiscale approvato giovedì scorso dalla Camera, se un anziano o un disabile vive in casa di riposo o in un istituto ed è proprietario di casa, potrà pagare l’Imu con l’aliquota riservata alla prima casa, ma soltanto se il comune si farà carico del mancato gettito statale. «Pensiamo poi – continua Bocchietti – a chi ha l’esigenza di riottenere la disponibilità di un immobile. O a chi non riesce ad affittarlo. Questa imposta è patrimoniale. E non del tutto rispondente ai parametri costituzionali, che ancorano la contribuzione non al patrimonio, ma al reddito. Va contro lo spirito del risparmio. C’è poi il rischio che, per pagare l’Imu, il proprietario di un immobile lesini sulle opere di manutenzione».

Andrea Bambace

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