Economia

“Bocciata” la Film Commission insubrica. Ma il Ticino avrà presto la sua struttura

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Uno studio dell’Usi di Lugano

(da.c.) «È ancora molto importante poter “vedere” il territorio in un film o in una fiction televisiva. E per questo gli investimenti degli enti locali nelle cosiddette Film Commission sono più che giustificati».
Arriva dalla facoltà di Scienze della Comunicazione di Lugano il primo studio organico sui vantaggi economici e d’immagine legati alle produzioni audiovisive.
Uno studio che l’editore veneziano Marsilio ha trasferito in un libro in uscita nei prossimi giorni. Il mercato

delle location cinematografiche è stato scritto da Marco Cucco e da Giuseppe Richeri. Il primo insegna Economia del cinema, il secondo è ordinario di Economia e politica dei media. «Parliamo di mercato – dice Marco Cucco – perché oggi esiste una grandissima competizione per attrarre produzioni». Le Film Commission sono quindi molto utili, ma devono lavorare in direzioni quasi obbligate. Pena la loro sostanziale inutilità.
Da molto tempo si discute a Como sulla necessità di realizzare una simile struttura. «In Lombardia c’è una Film Commission – dice Cucco – si tratta di una fondazione no profit sostenuta da una serie di istituzioni ed è certamente, nel panorama italiano, tra quelle che lavorano meglio. Ha attivato molte riprese e personalmente credo che Como dovrebbe trovare una forma di collaborazione diretta proprio con questa organizzazione». Non percorrere la strada in solitaria, quindi, anche per un problema di costi. «Per avviare una Film Commission si parla di investimenti minimi, attorno al mezzo milione di euro», spiega il ricercatore dell’Università luganese. Qualche tempo fa la Bocconi aveva condotto uno studio sulla possibile creazione di una struttura “governata” a livello insubrico. Un progetto che non è mai decollato.
«È una strada ricca di complicazioni – dice ancora Cucco – Italia e Ticino hanno sistemi economici differenti: costi, strutture, regole sono diversi. La Film Commission insubrica sarebbe stata auspicabile in una logica di collaborazione, ma forse non era la soluzione migliore».
E infatti l’idea è stata abbandonata. Nel frattempo, però, il Canton Ticino ha avviato il programma di creazione di una sua Film Commission, che potrebbe partire nel giro di pochi mesi. «È stato deciso di investire strategicamente sull’audiovisivo anche perché il Cantone ospita uno dei festival più importanti del panorama internazionale (Locarno, ndr)». Il modello sarà probabilmente pubblico.
Nel panorama dei laghi alpini, il Lario avrà presto un concorrente più che temibile e in grado di investire molte risorse.

Nella foto:
La copertina del libro di Cucco e Richeri
9 Novembre 2013

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