Cronaca

Bocciato anche il progetto del Trenhotel per Expo

L’altro referendum oltreconfine
La struttura ricettiva di Chiasso avrebbe dovuto ospitare 324 posti letto
(f.bar.) Il Trenhotel non arriverà mai in stazione.
Domenica scorsa, infatti, i cittadini di Chiasso – chiamati a esprimersi sull’opportunità di costruire in città un albergo a forma di treno in vista di Expo – hanno risposto in maniera chiara e nettamente contraria. Alle urne sono andati in 2.125. Di questi, ben il 69,22% (pari a 1.471 voti) ha manifestato l’assoluta opposizione al progetto. Solo in 654 hanno invece detto “sì” al Trenhotel. Addio, dunque, all’investimento di circa 3 milioni di franchi. Pesante la sconfitta per la promotrice del progetto, la leghista Roberta Pantani Tettamanti, e l’esecutivo.
Il piano prevedeva di realizzare un albergo a forma di stazione Centrale, con le carrozze trasformate in camere, che nelle intenzioni della città ticinese avrebbe dovuto catturare parte del flusso turistico in arrivo a Milano per l’esposizione universale dell’anno prossimo.
All’interno dei sei vagoni avuti in prestito dalle ferrovie austriache si dovevano creare le camere, per un totale di 324 posti letto. Costo: 2 milioni di euro. Un’offerta alternativa e temporanea – la struttura doveva infatti essere smantellata una volta conclusa l’esposizione universale – ideata per catturare visitatori in cerca di un posto letto nelle vicinanze. Le prime parole del sindaco di Chiasso, Moreno Colombo, sono però state di incoraggiamento. Il primo cittadino ha infatti ribadito di voler comunque prevedere qualcosa per Expo 2015, anche senza l’albergo. «Il dicastero Cultura sta elaborando diversi progetti per l’esposizione; intendiamo mettere in piedi delle iniziative. Anche perché sicuramente, a Expo terminato, qualcuno avrà il coraggio di accusarci di non avere fatto nulla», ha detto dopo il voto.
Soddisfatti invece i promotori del “no” al Trenhotel. «La campagna referendaria era cominciata sotto la minaccia di essere annientati. Oggi il 70% degli abitanti di Chiasso ci ha dato ragione. Grazie per la fiducia», ha dichiarato alla stampa ticinese il capofila dei referendari, Giorgio Fonio, consigliere comunale Ppd (Partito popolare democratico). Delusa invece Roberta Pantani, che ha cercato di “giustificare” l’esito del voto anche con i recenti fatti di cronaca. «Certamente la bufera giudiziaria che ha travolto i vertici di Expo 2015 non ci ha aiutati – ha detto Pantani – Spiace che il piano sia finito per sempre in un cassetto, senza alternative. Quello dei referendari è stato soltanto un voto contro: nessuno ha voluto portare alternative».

Nella foto:
Il sindaco di Chiasso, Moreno Colombo, ha sempre sostenuto il progetto
20 maggio 2014

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