Bocephus King a Como

Bocephus King

La storia di Elena Razzi e della “sua” corte solidale ha fatto il giro del web. In pochi giorni uno sguardo diverso su un angolo multicolore di Figino Serenza, esempio virtuoso di integrazione, si è trasformato in qualcosa che tutti volevano conoscere meglio.
Così, Elena, insieme a suo marito Andrea Parodi, promoter e musicista, e alla loro vicina di casa del Senegal, Dieye, hanno deciso di organizzare un concerto a Como per ringraziare tutte le persone che hanno apprezzato il loro racconto così intenso ed emotivamente coinvolgente.
«In Senegal – ricorda Elena Razzi – esiste un rituale per scongiurare la pioggia il giorno della festa. È una cerimonia che ha radici antichissime. Si scava una buca nella terra e una fanciulla vergine versa del sale al suo interno. La buca viene ricoperta e si alza lo sguardo verso il cielo in attesa che esca l’arcobaleno. Abbiamo eseguito anche noi il Rito del Sale, ma forse qualcosa è andato storto e il meteo continua a promettere pioggia, così abbiamo deciso di spostare la nostra festa, inizialmente prevista da Aclichef, all’interno della Comunità Educativa Annunciata di viale Varese 19 a Como».
Due, ma le sorprese live saranno molte, gli ospiti principali della serata di sabato 18 maggio. Marius Seck è un musicista di Dakar, operaio in una fabbrica di Alessandria. Suona e canta canzoni che veicolano messaggi di pace e di gioia sulle note delle antiche musiche della sua terra.
Nel 2000 registra il primo album Ndioukeul, arrangiato con Samba Laobe Ndaye, Youssou Camara e il gruppo Missal da Dakar con alcuni elementi della band di Youssou N’Dour.
A Marius e alla sua band si aggiungerà il celebre cantautore canadese Bocephus King (a destra, nella foto), la cui musica è ricchissima di contaminazioni e collaborazioni. Bocephus è arrivato in Italia per la prima volta negli anni Novanta conquistandosi l’affetto e la stima del pubblico e della stampa. La rivista Buscadero gli dedica la copertina e aggiunge: «Soltanto una volta, prima di Bocephus, abbiamo messo in copertina un artista che non era ancora famoso. Si trattava di Tracy Chapman».

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