Bolton Food di Cermenate, sciopero a oltranza contro il trasferimento

Le proteste dei lavoratori della Bolton

Scrive l’azienda: “Si tratta di un importante investimento, in un momento non facile per l’economia”

Sciopero a oltranza, da oggi, mercoledì 13 gennaio, all’azienda Bolton Food spa di Cermenate, sito dove si produce la linea del tonno Rio Mare. La protesta riguarda i 64 lavoratori e lavoratrici (circa l’80 per cento), da 18 anni all’interno dello stabilimento. La cooperativa Delfinia, che ha assunto il personale tramite appalto, ha deciso di delocalizzare il comparto confezionamento e magazzino a Vignate, a circa 55 chilometri dalla sede attuale. Uno spostamento che andrebbe a modificare drasticamente i tempi di vita e lavoro dei dipendenti e delle loro famiglie.

“Abbiamo provato a evitare fino alla fine lo sciopero – commenta Giovanni Riccardi, segretario provinciale della Filt Cgil Como – ma dopo la riunione di ieri, siamo stati costretti perché non sono state fornite certezze. Abbiamo richiesto, senza risultato, che la cooperativa Delfinia garantisca il salario ai lavoratori per il periodo dal 18 al 29 gennaio, poiché la chiusura del comparto per lo spostamento non dipende da loro. Non ci sarà un servizio navetta fra Cermenate e Vignate per il personale, e da parte di Sda Express Courier (il committente al quale Bolton Food SpA ha affidato la gestione dei reparti in questione), non ci è stata fornita alcuna certezza sulla prosecuzione dell’appalto per garantire la continuità occupazionale. A tutto questo si somma il mancato impegno nel trovare un nuovo sito nel Comasco dove spostare l’impianto”.

In un comunicato la posizione dell’azienda: “In merito alle notizie degli ultimi giorni relative al trasferimento del personale di un suo fornitore a Vignate, Bolton Food è dispiaciuta per i toni esclusivamente negativi in relazione all’investimento per il potenziamento della capacità produttiva nello stabilimento di Cermenate.

Si tratta infatti di un importante investimento, in un momento non facile per l’economia, che ha già portato – a fine 2020 – all’assunzione di oltre 70 risorse tra operai e impiegati e che nel prossimo futuro vedrà un ulteriore incremento occupazionale legato all’aumento della produzione nello stabilimento. Bolton Food, nell’ottica della responsabilità con cui da sempre opera, ha accolto la decisione del fornitore di localizzare alla minor distanza possibile la nuova sede delle sue attività, per permettere la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti del Fornitore, che sarebbero stati messi a rischio in caso di un trasferimento più lontano.

Bolton Food sta seguendo con attenzione l’evolversi della situazione ed il tavolo di confronto tra il fornitore e le rappresentanze sindacali, e confida che si trovi presto un punto di incontro che soddisfi le rispettive esigenze”.

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