Boni al premier Monti: «Intervenga il governo»

Lettera sul blocco dei ristorni
«Sulla questione dei ristorni dei frontalieri le chiedo un intervento solerte del governo italiano». Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia, ha preso carta e penna per chiamare direttamente in causa il premier Mario Monti sul caso dei rimborsi fiscali congelati al 50% dal Consiglio di Stato del Canton Ticino.
Il blocco dei ristorni era stato deciso nel giugno del 2011 dal governo ticinese come ritorsione alla scelta dell’allora ministro delle Finanze Giulio Tremonti di mantenere la Confederazione elvetica nella “black list” dei paradisi fiscali da tenere sotto controllo.
Nella lettera inviata ieri al presidente del Consiglio Mario Monti, Boni ha ricordato che il 16 febbraio scorso a Lugano, nel corso del vertice tenutosi tra il Gran consiglio di Bellinzona e il consiglio regionale lombardo, entrambi i parlamenti «hanno dichiarato la loro disponibilità a farsi interlocutori con i rispettivi governi al fine di giungere a una soluzione della problematica».
Dopo aver sottolineato che il blocco dei ristorni dei frontalieri è «una questione importante non solo dal punto di vista economico», Boni ha chiesto al presidente del Consiglio Monti «di esperire tutti i mezzi possibili affinché i due governi giungano celermente a un accordo, anche nell’interesse di comunità diverse per nazionalità ma affini per altre molteplici similitudini».

Nella foto:
Davide Boni

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