Bonifica Ticosa, oggi il nuovo annuncio. Gara europea a gennaio, fine lavori nel 2022

Santarelle e area ex Ticosa, le immagini del degrado

Dieci mesi fa, il 20 febbraio, l’assessore Marco Galli aveva snocciolato in commissione le date e le cifre della bonifica della Ticosa. «Daremo il via all’appalto a giugno, nel novembre 2020 tutto sarà concluso». Parole non proprio del tutto profetiche, che già ad agosto erano state smentite per sopraggiunti problemi.
D’altronde, quando si parla di Ticosa, a Como, è sempre meglio portarsi appresso un amuleto o un pezzetto di ferro, da toccare in continuazione nella speranza che la sorte non ti sia maligna.
Questa mattina, in un incontro con i giornalisti convocato per le 11, lo stesso Galli darà nuovi numeri e nuove date. Qualcosa già è noto perché ieri sera l’ufficio stampa ha fatto sapere che la giunta ha «approvato il progetto definitivo ed esecutivo per la bonifica della cella 3 nell’area ex Ticosa. Si procederà con una gara europea che sarà pubblicata entro la fine di gennaio 2020. L’avvio dell’intervento è previsto durante l’estate 2020, la durata prevista è di 15 mesi».
Siccome i cantieri non partono mai ad agosto, è facile presumere che settembre sia il mese giusto per iniziare i lavori, sempre che qualche ricorso non metta in crisi gli ingranaggi della gara d’appalto. Via Grandi tornerà quindi all’antico “splendore” nella primavera del 2022, in tempo per la campagna elettorale.
In ogni caso, uno dei capitoli infiniti della vecchia tintostamperia cittadina potrebbe finalmente essere concluso.
La “cella 3” – un’area di circa 4.800 metri quadrati alle spalle della Santarella, sarà ripulita dagli inquinanti. La città potrà ritrovare subito uno dei suoi parcheggi più amati e, in futuro, inventarsi qualcosa di più significativo. Com’è noto, nelle intenzioni del centrodestra comasco il destino della Ticosa non è legato soltanto alla sosta blu delle auto, ma soprattutto alla realizzazione di un grande centro direzionale nel quale potrebbe trovare spazio addirittura il nuovo municipio.
Intanto, oltre al progetto di bonifica Palazzo Cernezzi ha avviato il piano di monitoraggio per verificare lo stato delle falde acquifere.
I costi dell’operazione saranno alti: tra i 5,5 e i 6,5 milioni di euro, che dovrebbero alla fine portare il conto complessivo della bonifica alla stratosferica cifra di 11 milioni. Poco meno del doppio di quanto costò al Comune, nel 1982, comprare l’area.

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