Bonus ristrutturazione, l’Ance chiede regole chiare

Tetti di Como

È ripresa l’attività nei cantieri del Comasco, quantomeno in quelli dove i lavori erano iniziati prima della sospensione. Ora, per fare ripartire il mattone, sono state annunciate misure straordinarie all’interno del decreto di maggio: ecobonus, sismabonus, bonus facciate, cessione del credito. Vantaggi fino al 110% per chi sceglierà di rendere un edificio virtuoso dal punto di vista energetico. Ma cosa si sa? E come funzionerà il bonus?
«Stiamo parlando di una misura soltanto annunciata. I proclami vanno bene se poi si concretizzano – spiega il presidente di Ance Como, Francesco Molteni – Abbiamo già fatto precise richieste al governo in materia».
Cosa in particolare?
«Il provvedimento funziona se viene accompagnato da tre elementi fondamentali – dice Molteni – In primo luogo deve essere semplice il percorso che lo accompagna. In passato la burocrazia ha portato aziende e committenti a rinunciare ad applicare l’incentivo. La norma deve essere lineare. Invece succede che si parte e poi, dopo sei mesi, l’applicazione viene ristretta ad ambiti specifici. I campi di applicazione non sono ancora chiari. Un conto è cambiare i serramenti, un altro una ristrutturazione edilizia. Interventi su vecchi edifici hanno anche un alto valore ambientale e di risparmio energetico».
La seconda questione?
«Riguarda l’arco temporale di durata del bonus. Le pratiche sono complesse. Pensiamo a un condominio. Si devono convocare assemblee, fare approvare le spese, poi c’è la fase di progettazione. Per questi percorsi occorrono mediamente fino a tre anni. Se il bonus dura un anno e mezzo, taglia fuori immediatamente una serie di lavori. Noi abbiamo chiesto come Ance di portare il termine del bonus al 2030».
L’ultima questione?
«Riguarda invece il singolo intervento privato – dice Molteni – In questo caso si deve immaginare un rientro abbreviato del credito fiscale, in meno di 10 anni. Si deve insomma dare la possibilità, a chi può, di accelerare i tempi. Questi tre elementi nel decreto devono essere esplicitati in modo chiaro. Con tutti i meccanismi di cessione del credito. Si parla di banche, ma anche di assicurazioni. Noi siamo favorevoli naturalmente al recupero del patrimonio edilizio. A Como siamo stati pionieri anche di queste pratiche di cessione del credito. Due anni fa abbiamo firmato un accordo con Acsm Agam. Ma l’arco temporale breve stabilito nel 2018 ha portato a risultati sotto le aspettative».

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