Pronto soccorso, un mese di tempo per studiare le strategie contro il caos

© | . . Il pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Anna

Un mese di tempo per mettere a punto un piano di gestione delle situazioni di sovraffollamento del pronto soccorso. Dopo il caos del periodo natalizio, con un afflusso record di pazienti che ha rischiato di mandare al collasso gli ospedali di Como, ieri l’Asl ha convocato un vertice urgente e ha chiesto alle strutture sanitarie di redigere un documento dettagliato con le misure straordinarie da attuare in caso di emergenza.
I vertici dell’azienda sanitaria locale hanno convocato i responsabili dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e degli ospedali Valduce, Fatebenefratelli di Erba e Moriggia Pelascini di Gravedona. Presenti anche i rappresentanti di Villa Aprica, clinica cittadina che, pur non avendo un pronto soccorso, ha dato la disponibilità a contribuire alla definizione della rete d’emergenza. Alla riunione ha preso parte anche il responsabile del 118 di Como Mario Landriscina.
«Il periodo natalizio è sempre delicato e a rischio, ma in effetti quest’anno la situazione è esplosa in termini di accessi al pronto soccorso ed era necessario analizzare esattamente che cosa fosse accaduto – dice il direttore sanitario dell’Asl, Carlo Alberto Tersalvi – Per questo ho voluto riunire i responsabili di tutte le strutture ospedaliere inserite nella rete dell’emergenza e urgenza per studiare insieme possibili interventi».
Da Natale all’Epifania, i pronto soccorso hanno registrato un numero di accessi senza precedenti. Il Sant’Anna ha gestito una media di 225 pazienti al giorno rispetto ai 160-180 che abitualmente sono visitati nel periodo.
«C’è stata una serie di eventi sfavorevoli, a partire dal calendario stesso, con un susseguirsi di festivi e prefestivi con relativa chiusura degli ambulatori dei medici e pediatri di base – sottolinea Tersalvi – L’avvio dell’epidemia influenzale ha creato più problemi del solito anche a causa della minore adesione alla campagna vaccinale. A livello organizzativo, le strutture sanitarie devono poi fare i conti con le ferie del personale che devono essere godute entro l’anno per motivi amministrativi e non permettono elasticità nell’utilizzo dei dipendenti».
Senza dimenticare un altro, noto tasto dolente. «Purtroppo ci confrontiamo sempre anche con gli accessi impropri al pronto soccorso – continua il direttore sanitario dell’Asl – Su questo versante dobbiamo continuare a sensibilizzare la popolazione, affinché i pazienti non si rivolgano ai reparti di emergenza quando non c’è una reale necessità».
Entro un mese, le strutture sanitarie dovranno presentare all’Asl un piano di gestione del sovraffollamento. «Prima di Natale la Regione ha approvato una delibera con interventi proprio per il miglioramento della gestione dei pazienti in urgenza – spiega Tersalvi – Partendo da questo documento, ho chiesto ai responsabili degli ospedali lariani di definire misure di intervento per far fronte a eventuali ulteriori picchi di accessi. Ora la situazione è tornata alla normalità, ma è necessario rafforzare il piano creando una rete di mutuo aiuto».
Tra un mese sarà convocata una nuova riunione. «Ci siamo dati tempi stretti – conclude Carlo Alberto Tersalvi – perché è importante poter contare su un piano comune efficace che coinvolga tutte le strutture e permetta di fronteggiare eventuali nuovi picchi».
Anna Campaniello

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