Boom di sequestri di capi contraffatti: +700%

Ben 514.928 capi sequestrati. Di questi 503.210 per la contraffazione del marchio e 11.718 perché riportanti la scritta “Made in Italy” pur essendo stati prodotti in altre parti del mondo. Con un incremento rispetto ai dati di 12 mesi fa addirittura del 700%. È questo il numero più clamoroso della relazione annuale della guardia di finanza in riferimento ai reati perseguiti nel 2014.
All’interno di un quadro in cui si mantengono stabili i “furbetti dello scontrino fiscale” ma calano tutte le altre tipologie perseguite dalle fiamme gialle – compresi i soggetti sconosciuti al fisco, oppure il flusso di capitali fermati alla frontiera – la nota nettamente in controtendenza arriva proprio dagli interventi della finanza in merito alla «tutela dei diritti di proprietà» sui marchi anche e soprattutto per la salvaguardia del consumatore. Un anno fa i capi contraffatti finiti nelle mani dei militari erano stati 74 mila (dato che fa riferimento al 2013), con un incremento già registrato rispetto al 2012 dell’80%. Ma nel 2014 è arrivato un clamoroso boom che ha portato i sequestri a sfiorare quota 515 mila.
Come detto, rimangono pressoché stabili i “furbetti dello scontrino”, ovvero i commercianti che non battono il documento fiscale dopo una vendita: la cifra del 2013 si attestava a 1.271 infrazioni su 4.458 controlli (il 29%), mentre nel 2014 la cifra si è attestata al 27% di irregolarità (1.212 su 4.446). Nel 2012 eravamo al 22%.
In calo come detto gli evasori totali (ne sono stati scoperti 79, erano 103 un anno fa) mentre è letteralmente crollato il sequestro di oro al confine. Nel 2014 il dato registra 12 chili, dodici mesi prima i chili erano 147. Sono stati invece 51 i chili di sigarette e tabacchi sequestrati dalla guardia di finanza. C’è poi il capitolo curioso del traffico di valuta lungo il confine. Il numero delle infrazioni è rimasto stabile (erano 1.215, sono diventate, nel 2014, 1.193) ma è invece crollato l’ammontare degli euro intercettati: da 99 milioni di euro siamo scesi a 26,6 milioni. Un dato su cui c’è da interrogarsi ma che segnala una maggiore attenzione del trasgressore a non passare la dogana con troppi soldi in tasca. L’ultimo capitolo riguarda la droga: in grosso calo hashish e marijuana (“solo” 48 i chili sequestrati), in grande crescita la cocaina (da un solo chilo del 2013 ai 13,6 del 2014). Stabili su 8 chili infine le pastiglie dello sballo.

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