Elezioni 2012

Bordoli: «Ballottaggio traguardo minimo. Liste civiche? Troppi riciclati»

L’intervista – La candidata sindaco del Pdl
Su Gaddi: «Ha tradito la parola d’onore, non rappresenta Forza Italia. Io l’unica novità vera»
Laura Bordoli, 52 anni, commercialista e revisore dei conti, è diventata la candidata ufficiale del Pdl a sindaco di Como il 4 marzo scorso. Quando vinse le primarie di partito contro Sergio Gaddi. Impossibile non partire da lì, visti gli strascichi ormai celebri e velenosi di quella notte.
Dottoressa Bordoli, dopo le primarie Gaddi se n’è andato, ha fondato una lista civica e la sfiderà al voto. Qual è la sua valutazione finale sull’ormai celebre strappo?
«La componente di Forza
Italia del Pdl è con me. E non esiste un’altra Forza Italia, se non quella che è rappresentata nella mia lista»
Gaddi, però, è a capo di un movimento che si chiama Forza Cambia Como, con un chiaro riferimento a quel passato.
«Chi non ha rispettato il risultato emerso dalle primarie, ma sarebbe meglio parlare di parola d’onore tradita, non fa parte né del Popolo della Libertà né di Forza Italia».
Alla fine quanto ha pesato e peserà sull’immagine del Pdl e sul possibile risultato elettorale quello strappo?
«Per l’immagine, nulla. Noi abbiamo dato un messaggio di coerenza e serietà. Ed è stato meglio che lo strappo sia avvenuto a marzo, piuttosto che doverlo poi pagare in consiglio comunale per 5 anni. Sul fronte elettorale, Gaddi certamente porterà nella sua compagine i voti personali, non credo incida affatto sul risultato del Pdl».
Lei si è proposta agli elettori come la vera novità di questa tornata. I suoi avversari sostengono invece che sia l’incarnazione dell’asse ex An-Cielle in città.
«Io sono espressione della società civile, non ho mai avuto una tessera di partito e non l’ho nemmeno ora. E, per scelta, ho sempre svolto ruoli tecnici, dedicandomi alla professione».
È un fatto, però, che gli incarichi di revisore contabile nei Comuni spesso derivino anche da legami con la politica.
«Negli enti locali ho incarichi legati esclusivamente alla mia professione. E la mia indipendenza è dimostrata dal fatto che spesso, nei Comuni, sono stata incaricata con voti assolutamente trasversali, da destra a sinistra».
Per lei, a Como, sono arrivati molti big del partito, a partire dal segretario Angelino Alfano. Non è il segno di un legame inevitabile con la politica romana?
«Proprio Alfano mi ha detto il contrario e ha sottolineato come la mia candidatura rappresenti un’apertura forte alla società civile, per di più attraverso le primarie. E sempre Alfano mi ha detto di fare le mie scelte pensando solo al bene della città, non a quello del partito o della politica».
L’ultimo mandato è stato decisamente negativo. Quanto pesa quell’eredità?
«Sicuramente pesa, non possiamo negare che l’immobilismo in certi ambiti abbia lasciato tracce profonde. Ma io sono dell’opinione che le responsabilità, giuste o sbagliate che siano, debbano coinvolgere tutti gli amministratori: da chi, presiedendo l’aula, ha fatto perdere intere serate per nulla, fino a chi ha fatto opposizione tramite l’ostruzionismo».
Cosa pensa del fiorire di liste civiche, in netta contrapposizione con i partiti?
«Ammiro i cittadini che hanno scelto di scendere in campo per il bene della città. Ma non trovo positivo il fiorire di liste create da chi ha voluto a tutti i costi riciclarsi in tutte le salse per difendere la poltrona».
In questi giorni l’abbiamo vista dipingere panchine e piantare fiori. Al di là di queste immagini elettorali, come può garantire attenzione per la manutenzione ordinaria di Como?
«Dedicheremo la stessa attenzione al centro e alle periferie, per le quali avremo dipendenti e manutentori fissi con il compito di rispondere alle esigenze dei cittadini. Poi attiveremo un numero verde per le segnalazioni e controlleremo che gli interventi su strade, marciapiedi e illuminazione vengano effettivamente svolti. Infine, l’Ufficio relazioni con il pubblico sarà presente a rotazione nei quartieri per agevolare il contatto tra residenti e amministrazione. Sulla sicurezza rilanceremo il vigile di quartiere».
Una priorità da affrontare se eletta sindaco?
«Il Piano di governo del territorio da approvare entro il 31 dicembre. Con quello strumento ridisegneremo la città, dalla viabilità al verde, passando per il recupero delle aree dismesse. Tutto coinvolgendo sempre le associazioni e gli ordini professionali».
Due flash su Ticosa e lungolago.
«Per la Ticosa, parcheggio a raso attrezzato anche per camper e pullman turistici. E poi spazio a locali per giovani e piccole attività, anche culturali, senza impatto ambientale. Per il lungolago, dobbiamo prendere in mano con Regione, azienda, soprintendenza, legali e associazioni il progetto e trovare la soluzione con il minor impatto per la città per restituire presto la passeggiata».
In ultimo: obiettivo minimo per le elezioni?
«Arrivare assolutamente al ballottaggio. Altrimenti sarebbe un fallimento».

Emanuele Caso

Nella foto:
Laura Bordoli
4 maggio 2012

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