Bottigliata al rivale: chiesti otto anni di pena

alt La vittima: «Non ricordo nulla di quella sera». L’imputato: «Chiedo scusa. Fatemi lavorare per poterlo risarcire»
Ieri l’udienza preliminare sullo scontro tra gruppi di giovani fuori da un locale

Otto anni di richiesta di pena per un dominicano di Rebbio, 24enne, accusato di tentato omicidio. Un risarcimento da 500mila euro di provvisionale, in attesa di una successiva definizione in sede civile.
Cinque patteggiamenti a 200 euro l’uno per rissa e un solo imputato che ha deciso di sfidare la richiesta di un eventuale rinvio a giudizio, ritenendosi estraneo all’accaduto.
È questa la sintesi della prima udienza preliminare per il grave fatto di violenza all’esterno di un locale

notturno di Tavernerio il 3 febbraio di quest’anno. Un erbese di 24 anni fu colpito da una bottigliata in testa dopo lo scontro tra due gruppi di giovani, rischiando seriamente la vita e riportando lesioni gravi e permanenti che ancora oggi gli paralizzano la parte sinistra del corpo. Il ragazzo, ieri mattina, accompagnato dalla madre e dai parenti, non ha voluto mancare all’udienza dove, tra l’altro, era a sua volta accusato di rissa. «Non ricordo nulla di quel giorno – ha raccontato poco prima di sedersi in aula – L’ultima immagine è di tre giorni prima del fatto, quando mangiavo una pizza con amici. Poi il buio. Ero appena rientrato da Malaga, in Spagna, dove lavoravo con mio zio in un ristorante-discoteca. Volevo trovare lavoro qui per stare vicino a mia madre».
Invece, pochi giorni dopo, l’aggressione che gli ha cambiato la vita. «Quando starnutisco mi scoppia la testa – dice ancora – La parte sinistra del mio corpo è mezza morta».
Accanto a lui la madre, che gli regge la stampella. «Secondo i medici rischiava seriamente di morire – ricorda – Poi ha fatto dei grandi passi avanti. È stato in coma dieci giorni ma quando ha riaperto gli occhi per la prima volta abbiamo iniziato a sperare».
In aula ha parlato anche il giovane accusato del tentato omicidio, al termine di una rissa scoppiata per motivi futili: la precedenza tra i due gruppi di amici all’uscita di un locale. «Chiedo scusa per quanto è successo – ha detto il giovane residente a Rebbio – Quella bottiglia l’ho trovata lì, non sapevo quello che facevo. Vi chiedo solo di farmi lavorare, così potrò guadagnare i soldi per risarcire la vittima». La parola è poi passata alle parti: il pm Mariano Fadda ha chiesto otto anni di pena nonostante lo sconto di un terzo per il rito Abbreviato.
La parte civile (avvocato Paolo Camporini) ha invocato 500mila euro di provvisionale. Tutti gli altri partecipanti allo scontro – in cinque – hanno patteggiato 200 euro per la rissa (avvocati Anna Maria Restuccia, Ottavia Montefusco e Paolo Monti).
Solo un salvadoregno, 20 anni, non ha voluto patteggiare perché ritiene di essere intervenuto solo per dividere i contendenti. Per lui (difeso da Massimo Di Marco) il pm ha chiesto il rinvio a giudizio.
Infine la difesa, rappresentata dal legale Livia Zanetti, che ha confutato la tesi dell’accusa sull’aggressione – tra l’altro ripresa da un video – sottolineando come i fotogrammi siano la dimostrazione dei pochi secondi passati tra la rissa iniziale tra i due gruppi di giovani e la bottigliata in testa al 24enne di Erba. A dimostrazione che tutto si sarebbe svolto in un unico drammatico contesto, e non come ritiene il pm in due momenti diversi.
La parola fine sulla brutta vicenda – almeno per quanto riguarda il primo grado – sarà messa dal giudice Francesco Angiolini mercoledì prossimo.
Per il momento rimane lo sgomento per come una serata di divertimento possa essersi trasformata in una immane tragedia.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il dominicano è rinchiuso al Bassone da pochi giorni dopo l’aggressione

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.