Box ai dirigenti: in Commissione un pomeriggio surreale

La gestione del patrimonio
Tra fatture perse e comunicazioni “impossibili” il Comune annuncia verifiche a tappeto
Tante le domande. Poche al momento le risposte arrivate.
È questo, in estrema sintesi, il risultato delle due ore di lavoro della Commissione Patrimonio riunita ieri pomeriggio dal presidente Emanuele Lionetti.
All’ordine del giorno, gli affitti di box e posti auto concessi a dirigenti, o ex dirigenti, dell’amministrazione, in alcuni casi a prezzi stracciati. Tema che ha portato anche all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Como, per ora senza indagati. Inevitabili le richieste di chiarimenti su due casi specifici. Innanzitutto sull’affitto di un garage in via Torno alla dirigente del settore Patrimonio Marina Ceresa (541 euro l’anno di canone per i prossimi 18 anni).
«La durata così prolungata venne decisa per consentire l’ammortamento dei lavori eseguiti al tempo, necessari per trasformare l’ingresso – ha detto il direttore generale, Nunzio Fabiano, rispondendo a una domanda del presidente del consiglio, Mario Pastore – Ho chiesto le fatture a Marina Ceresa ma mi è stato risposto che, essendo trascorso il termine obbligatorio per conservare simili documenti, non ne trova più una buona parte. Ora ho dato incarico di effettuare una perizia per stimare il valore dei lavori eseguiti, così da verificare la correttezza di tutto il procedimento».
Questa risposta ha creato sussulti tra i presenti. Ma non quanto il secondo caso. Ovvero quello del posto auto in via Italia Libera dato all’ex segretario generale ed ex dirigente del Patrimonio ora in pensione, Domenico De Cesare (404 euro l’anno).
«Dopo un attento lavoro per riordinare la materia, ho trovato un appunto dell’epoca in cui veniva segnalata la necessità di adeguare questo canone, raddoppiandolo – spiega Fabiano – E nello scritto che ho potuto visionare si legge che era stata fatta presente a De Cesare questa necessità. Da allora, però, l’interessato non si è più presentato».
Questione chiusa, ilarità generale venata da reale incredulità dei commissari. Tutti sbalorditi nell’apprendere che da anni, solo per la mancata risposta del soggetto coinvolto, si è bloccato tutto.
«Ora approfondiremo ogni singola fattispecie. Analizzeremo tutto per verificare, con adeguate perizie, la rispondenza dei costi sostenuti e degli affitti pagati. Non solo in questi due episodi».
Dovrà dunque essere rivista tutta la documentazione relativa alla locazione (o comunque alla cessione in godimento a privati), da parte del Comune, di box di proprietà dell’ente destinati ad autorimessa. «Così come analizzeremo la realtà degli alloggi comunali affidati a custodi, le morosità esistenti e la vicenda dei chioschi», conclude Fabiano. Sulla tempistica prevista, richiesta dal consigliere di Autonomia Liberale per Como, Andrea Anzi, «posso solo dire – ha concluso Fabiano – che intensificheremo le verifiche». Un ultima nota polemica arriva dal consigliere Alessandro Rapinese. «Si parla di posti auto di favore? Mi chiedo perché ci siano dipendenti del Comune, assessori compresi a partire da Sergio Gaddi, che lasciano macchine e moto per tutto il giorno, sera compresa, parcheggiate nei posti interni a Palazzo Cernezzi e non solo durante le ore d’ufficio».
Nunzio Fabiano ha annunciato una verifica.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il direttore generale di Palazzo Cernezzi ha risposto alle questioni poste dai commissari

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