Cronaca

Braga e Guerra: «Non votiamo il governissimo». I due parlamentari contro l’intesa con il centrodestra

alt«La base del Partito Democratico non comprenderebbe una cosa del genere»

I due deputati comaschi del Pd appena eletti in Parlamento non voteranno un governissimo, ovvero un esecutivo frutto di un accordo tra Partito Democratico e Popolo della Libertà.
Nessuna intesa, insomma, con Silvio Berlusconi. Un’ipotesi che Mauro Guerra giudica semplicemente come «portatrice di guai per il Paese e per il partito». Nei giorni che separano il voto dall’insediamento

delle nuove Camere, gli esercizi di composizione di scenari più o meno realistici, più o meno possibili, occuperà inevitabilmente le pagine dei giornali, le trasmissioni Tv, i portali informativi in Rete.
Il sistema politico italiano è inchiodato all’elezione del governo attraverso la fiducia di entrambi i rami del Parlamento. Se alla Camera il Pd ha la maggioranza assoluta dei seggi insieme a Sinistra Ecologia e Libertà, al Senato la situazione è del tutto anomala. Il centrosinistra detiene soltanto una maggioranza relativa di seggi. E il centro di Mario Monti è ininfluente ai fini numerici.
Per iniziare il cammino serve il voto di Grillo o del Pdl. Altrimenti si va da nessuna parte.
Ecco quindi i migliori commentatori che si esercitano sulla definizione di strategie e alchimie parlamentari. Parole probabilmente sprecate, perché le idee chiare, questa volta, sembrano provenire da dentro il Palazzo.
«Escludo categoricamente che possa nascere un governo Pd-Pdl – dice Chiara Braga – Ho raccolto gli umori vecchi e nuovi di parlamentari del gruppo, si tratta di un’ipotesi fantascientifica. Io per prima non mi sentirei di fare parte di un progetto simile. Gli elettori e il Paese ci hanno dato un segnale diverso. Medesima indicazione proviene dal partito. La base non comprenderebbe una cosa del genere». La giovane deputata Pd racconta anche della preoccupazione dei militanti, espressa sui social network. Un governo con Berlusconi, tra gli iscritti, avrebbe l’effetto di una bomba atomica. Distruggerebbe tutto.
«Leggiamo tutti le interviste ai giornali – insiste Chiara Braga, riferendosi forse a quanto detto da Massimo D’Alema ieri sul Corriere della Sera – Posso soltanto consigliare a chi è fuori di riposarsi». Per la settimana prossima è già convocata la prima riunione congiunta dei gruppi parlamentari del Pd. «La cosa necessaria è non farsi prendere dall’ansia delle dichiarazioni, dei tweet e cose simili – dice ancora Braga – Prendiamoci il tempo necessario e facciamo la nostra proposta: fiducia a un governo su un programma minimo o di lungo periodo. Dalle urne emerge questo scenario. Sono invece da scartare esecutivi tecnici o pastrocchi vari».
La deputata Pd boccia pure l’ipotesi di dare la presidenza della Camera all’opposizione: «Non mi pare all’ordine del giorno né una questione dirimente, giochini e tatticismi non servono».
Sui rapporti con le altre forze politiche – chiarita la posizione di chiusura senza appello al Pdl («Ho un atteggiamento di repulsione verso chi, dopo aver portato il Paese allo sfascio, invoca adesso la governabilità e la responsabilità ») – Chiara Braga afferma di «non avere alcun pregiudizio. Voglio prima conoscere i nuovi parlamentari, scoprire se si tratta di persone motivate a cambiare. Siamo in un momento particolarmente difficile, la responsabilità non è soltanto nostra ma anche quella degli altri».
Molto netto e altrettanto duro il giudizio di Mauro Guerra: «Non voterò un governissimo. Discuteremo tra noi, ma si tratta di una ipotesi che ritengo sbagliata, portatrice di guai per il Paese e per il partito. È venuto il momento che anche altri si assumano qualche responsabilità».
Gli «altri», ovviamente, sono i grillini. «Resto fermo alle cose dette da Pier Luigi Bersani dopo il voto – continua Guerra – Non si cambia posizione ogni giorno. Ci sono alcune questioni su cui faremo una proposta. Chi vuole cambiare davvero dovrà decidere oppure far capire se le buone intenzioni fossero soltanto propaganda. Fatto questo, se non ci dovesse essere un risultato, si andrà a votare nuovamente».
Anche a costo di tornare all’opposizione. «Siamo a stati a lungo in minoranza, pastrocchi da inventare non ce ne sono. Se vogliamo scavare un solco con i cittadini facciamo un governo di tutti i partiti contro Grillo».
Guerra dice di non aver letto l’intervista di D’Alema ma conferma che «sul piano degli incarichi istituzionali si può ragionare con chiunque». Poi sottolinea che «il problema vero è lo scoglio iniziale, ovvero la fiducia al Senato». Fiducia che alla Camera Alta è complicato ottenere per una composizione frastagliata.
«L’unica cosa da evitare è un pastrocchio», conclude Guerra.

Da. C.

Nella foto:
Chiara Braga, deputata del Pd rieletta lunedì scorso a Montecitorio
1 marzo 2013

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