Cronaca

Braga, in 5 anni 118 progetti di legge. Ma soltanto due sono arrivati in fondo

altBilancio in chiaroscuro per il territorio. Lungo l’elenco degli insuccessi
“Fratelli d’Italia”, prima di diventare il nome di un partito del centrodestra, è stato ed è il titolo del nostro inno nazionale.

Ma pochi sanno, forse, che le parole di Goffredo Mameli, musicate nel 1847 dal maestro Michele Novaro, rappresentano il Paese nelle cerimonie ufficiali soltanto grazie a una consuetudine.
Non esiste, infatti, alcun pronunciamento legislativo a riguardo. Un verbale del consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946 ne dettava l’adozione provvisoria ed esclusiva nelle cerimonie militari, disponendo che un successivo decreto, mai emanato, ne formalizzasse il riconoscimento quale inno nazionale italiano.
La proposta di far diventare finalmente «ufficiale» l’Inno di Mameli è uno dei 118 progetti di legge presentati nella XVI Legislatura repubblicana dalla deputata comasca Chiara Braga, eletta nel 2008 per il Partito Democratico; 118 proposte finite quasi tutte nel nulla, dato che soltanto due sono state poi trasformate in legge dello Stato (una riguardava l’accesso al voto delle persone detenute e l’altra la promozione delle candidature femminili negli enti locali e regionali).
Il lavoro di deputata di Chiara Braga, per ammissione della stessa parlamentare, è stato fortemente «condizionato nella prima parte del mandato dal fatto di essere in minoranza, nella seconda parte dal fatto di appoggiare un governo tecnico che si è occupato soltanto di economia».
Bilancio non troppo positivo, quindi, nonostante una mole di lavoro comunque abbastanza vasta.
In quasi cinque anni trascorsi a Montecitorio, infatti, Chiara Braga ha presentato 3 mozioni, 5 interrogazioni a risposta scritta, 31 interrogazioni a risposta in commissione e 5 risoluzioni (ancora in commissione). La deputata comasca ha poi depositato 35 ordini del giorno, 3 dei quali in sede di discussione del bilancio dello Stato. Molti anche gli interventi, sia in aula sia in commissione: 56 nell’emiciclo (46 dei quali nella discussione di proposte di legge) e 124 in commissione (78 dei quali su materie che non riguardavano progetti normativi). Per cinque volte, poi, la Braga ha avuto la responsabilità di relatore di provvedimenti di legge in commissione Ambiente.
Rappresentare il territorio a Roma, alla fine, può essere un’esperienza frustrante. Soprattutto se si occupano gli scomodi banchi dell’opposizione.
«A livello locale – dice ancora Chiara Braga – ho lavorato sul tema infrastrutture, sulla questione dei frontalieri, sul problema dei trasporti». Risultati? Pochi. «Abbiamo insistito affinché la variante della Tremezzina fosse recepita nella cosiddetta “Legge Obiettivo”, ma non ci siamo riusciti. Proprio in questi giorni è stato siglato l’atto integrativo per la progettazione definitiva della stessa variante, ma bisognerà trovare i soldi lavorando sodo nel nuovo Parlamento».
Sulla Navigazione, aggiunge la Braga, «sono stati raggiunti alcuni obiettivi ma soltanto in parte, resta totalmente irrisolto il nodo della regionalizzazione del servizio». Altro tema da riprendere nella prossima Legislatura sarà quello relativo ai frontalieri.
«La nostra battaglia sulla riforma della Legge 147 relativa alle trattenute per le indennità di disoccupazione è passata alla Camera ma si è bloccata al Senato. C’è poi il contenzioso con l’Inps, su cui siamo fermi». L’elenco degli insuccessi è stato, insomma, molto lungo. Sia sul terreno delle questioni legate al territorio lariano, sia in chiave più ampia.
Mentre sulla carta restano alcune “chicche”. Quali, ad esempio, il progetto di legge per la «promozione delle costruzioni in terra cruda» o il progetto di «istituzione dell’Osservatorio delle donne italiane all’estero». Entrambi finiti nello scuro tunnel dell’oblio parlamentare, insieme con altre centina di proposte ormai destinate a diventare “storia”.

Dario Campione

Nella foto:
Chiara Braga, 33 anni, è stata eletta nel 2008 alla Camera dei Deputati nelle liste del Partito Democratico. Dopo il 25 febbraio tornerà sicuramente a Montecitorio per un secondo mandato parlamentare
23 gennaio 2013

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