Cultura e spettacoli

Brescia celebra il genio di Rivadossi

altOsservando, anche solo attraverso una manciata di esempi significativi, il lungo percorso di Giuseppe Rivadossi, viene subito alla mente la definizione che dà della scultura un maestro come Michelangelo: «Io intendo scultura quella che si fa per forza di levare», dal momento che quando si vede un blocco di materia inerte su cui intervenire è importante pensare all’immagine da esso contenuta: «È dentro, basta soltanto spogliarla».

Alla galleria Agnellini di Brescia, in via Soldini 6/A, fino al prossimo 27 settembre è in corso una importante retrospettiva sull’opera di Rivadossi dal titolo Il genio abita qui, a cura di Dominique Stella. Sono in esposizione circa 50 opere che ripercorrono il percorso artistico del famoso scultore, il cui campo di azione si estende al disegno, alla scultura e all’architettura di oggetti, che oggi definiremmo in modo semplicistico design, ma che nel caso di Giuseppe Rivadossi è “ebanisteria contemporanea”. Che interpreta la materia nel segno della magia, come acutamente ha osservato il critico Philippe Daverio: «I materiali che ci accompagnano da millenni sono carichi di significati semantici, di strati solidamente sovrapposti, nei quali viene automatico potersi riconoscere. Le opere di Rivadossi illustrano questa necessaria attenzione con la sapienza dell’uomo dell’arte che possiede la conoscenza profonda della materia, della sua tattilità, della sua soavità».
Il lavoro di scultura di Rivadossi attinge al serbatoio inesauribile delle pulsioni primordiali, attraverso temi ricorrenti come il corpo femminile, l’immagine materna, la casa. Il tutto si traduce in archetipi caratterizzati da forme sinuose, femminili, concave o convesse. Le realizzazioni d’ebanisteria dell’artista sono attualmente le più diffuse tra la sua produzione e non manca in tale ambito un omaggio alla tradizione del legno-arredo brianzolo come “Poltrona comacina”, scultura in tiglio di selva del 2008. Anche i mobili di Rivadossi sono realizzati come sculture, spesso intagliati in un unico pezzo di legno, sagomato, scavato e rifinito con lo scalpello. Orari: da martedì a sabato 10-12.30 e 15.30-19.30, sito Internet www.agnelliniartemoderna.it.

Nella foto:
Giuseppe Rivadossi: Madre dolcissima, terracotta del 1998.
22 Mag 2014

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