Brienno, il Ministero Ammette: Niente Soldi dallo Stato

La frana dello scorso 7 luglio
Una mano prende e l’altra toglie. In tempi di crisi, anche i contributi ai Comuni colpiti da frane, alluvioni ed eventi calamitosi devono adeguarsi alla ferrea legge del risparmio.
Accade così che Brienno, il piccolo paese lariano devastato lo scorso 7 luglio da una terribile esondazione del torrente che attraversa il centro abitato, potrà ottenere i fondi necessari alla ricostruzione soltanto se qualcun altro rinuncerà – volente o nolente – al sostegno promesso.
Insomma: soldi non

ce ne sono. Si tira la cinghia anche sui disastri. La conferma giunge direttamente dal Parlamento. Rispondendo a un’interrogazione dei deputati Chiara Braga e Raffaella Mariani, entrambe elette nel Partito Democratico, il ministero dell’Ambiente ha “confessato” la sua sostanziale impotenza.
Le parlamentari del Pd hanno chiesto al ministero «in quali tempi e secondo quali modalità» si sarebbe provveduto «all’inserimento del Comune di Brienno nell’accordo di programma sulla difesa del suolo» siglato tra lo stesso ministero e la Regione Lombardia nel novembre 2010.
Questo accordo è la fonte di finanziamento individuata dallo stesso assessore regionale al Territorio, Daniele Belotti, a cui attingere per i lavori di ripristino a Brienno.
Ebbene, la risposta data dallo Stato è a dir poco disarmante. «L’eventuale inserimento di nuovi interventi» nell’accordo di programma, «a parità di risorse assegnate, può avvenire soltanto attraverso rimodulazioni del quadro finanziario degli interventi già previsti».
«Rimodulazioni» è un termine che appartiene al lessico della più stolida burocrazia. Dice e non dice. È uno schiaffo ma con il guanto di velluto che copre la mano.
Brienno, se vorrà avere ciò che le spetta, dovrà sperare in una «rimodulazione del quadro finanziario». Il punto è che questa rimodulazione ha un significato preciso: tolgo da una parte e metto in un’altra. Chi, ci si potrebbe chiedere, accetterà di farsi «rimodulare» ciò che ha già ottenuto, magari dopo una faticosissima e snervante trattativa?
«Come prevedibile – ha commentato ieri la parlamentare comasca Chiara Braga – il ministero ha confermato di non avere competenza diretta in materia di riconoscimento degli indennizzi ai privati e al ripristino dei danni conseguenti ad eventi calamitosi. C’è di più: la Regione dovrà chiedere di togliere finanziamenti ad altri per destinarli ai territori colpiti dalle alluvioni del 7 luglio. Purtroppo a oggi non c’è niente di certo, in quanto, si legge sempre nella risposta del ministero, la Regione si è riservata di indicare le eventuali necessità finanziarie a cui far fronte con le risorse dell’accordo di programma soltanto una volta conclusi gli studi sulla messa in sicurezza del territorio finanziati con economie pregresse».
La preoccupazione maggiore che emerge dalla risposta del ministero è legata al fatto che le risorse confluite sull’accordo di programma del 2010, già riviste al ribasso nel maggio di quest’anno e in larga misura non ancora trasferite dallo Stato alla Regione, sono a rischio di ulteriori sforbiciate per effetto dell’ultima manovra economica, Una manovra che ha tagliato, tra gli altri, anche i fondi destinati alla difesa del suolo.
Nella risposta del ministero dell’Ambiente è evidenziato un altro elemento: la mancata richiesta di dichiarazione di emergenza. La Regione Lombardia, competente in materia, non ha avanzato allo Stato alcuna domanda in tal senso. Il risultato è stato l’impossibilità di accedere ai fondi della Protezione civile.
«Sono amareggiata, sinora se siamo riusciti a fare qualcosa è soltanto grazie ai fondi raccolti in modo volontario», ha commentato ieri il sindaco di Brienno, Patrizia Nava.
«Rappresenteremo nel dettaglio al ministero la situazione particolarmente difficile in cui si trovano i privati», ha aggiunto Chiara Braga.

Dario Campione

Nella foto:
Lo scorso 7 luglio il paese di Brienno è stato devastato da una violenta frana causata dal maltempo

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