Brienno: record di profondità nel Lario, il sub Danilo Bernasconi a -220 metri

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«È andato tutto per il meglio. Ogni tassello al suo posto». Questo il primo commento di Danilo Bernasconi dopo essere risalito dalle profondità del Lago di Como.
Il subacqueo di Bizzarone per la seconda volta ha scritto il suo nome nel Guinness dei Primati, in questo caso con un record di profondità con assetto contenuto.
Danilo Bernasconi, ieri mattina a Brienno, si è immerso alle 10.30 per scendere alla quota di -220 metri.
In 6 minuti le immagini della seguitissima diretta streaming hanno mostrato un Danilo tranquillo e sereno che ha staccato il cartellino dei -220mt mostrandolo alle telecamere e salutando soddisfatto.
Un gesto accolto da un boato sulla terrazza dove si erano radunate più di 200 persone, tutte in trepida attesa del fatidico momento. A quel punto è iniziata la lunga risalita con le tappe di decompressione accuratamente studiate e affinate dallo stesso recordman e dal team di subacquei che sono stati coinvolti in questa impresa.
Alle 15.15 Danilo è riemerso, sventolando in aria il cartellino con la scritta ben visibile della quota raggiunta; nel tripudio generale sono arrivati l’abbraccio e i complimenti da parte di tutto lo staff di supporto in acqua, delle squadre medica e di superficie che hanno gioito per questo nuovo successo.
«Ringrazio tutti – ha detto ancora Danilo Bernasconi – È stata davvero una giornata… a gonfie vele».
Come sottolineato, questo è il secondo record da Guinness per Bernasconi: il sub comasco nel settembre del 2013 era stato immerso nelle acque del lago a Faggeto per 50 ore e 6 minuti. In quella occasione era rimasto nel Lario su una piattaforma a 10 metri di profondità.
«Ci sono stati altri subacquei che da quel giorno hanno provato a superare quel primato, ma finora non ci sono riusciti – sottolinea il sub comasco. E ne sono ben lieto, perché i record sono fatti per essere battuti».
«So che presto ci sarà un nuovo tentativo in Puglia in mare – conclude Danilo – Personalmente preferirei che il confronto fosse nel lago, più freddo e con visibilità nettamente minore. Sarebbe meglio confrontarsi… alla pari».
Massimo Moscardi

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