Brueghel a Villa Olmo. Pronto il logo

Grandi mostre – Scelta l’immagine-guida, è un particolare da “Festa di matrimonio all’aperto”. In tutto il valore assicurativo delle opere supera i 100 milioni
Un piccolo ma significativo particolare dall’opera di Pieter Brueghel il Giovane dal titolo Festa di matrimonio all’aperto, che ha fatto parte della collezione Anna Kann di Amsterdam nell’Ottocento, poi della collezione di Edmond Huybrechts ad Anversa nei primi anni del Novecento ed è quindi entrata a far parte della collezione di un anonimo ricco americano.
È questa, da pochi giorni, l’immagine-guida che contiene un messaggio di speranza per uscire dalla crisi – con giovani impegnati
in danze e libagioni – che l’assessore alla Cultura di Como Sergio Gaddi ha scelto per locandine, manifesti, inviti e catalogo della prossima grande mostra di Villa Olmo, dedicata alla “Dinastia Brueghel” (dopo mesi di ambiguità sull’uso dell’h, si è optato per la grafia tradizionale al posto di “Bruegel”).
Il dipinto scelto come logo per l’evento espositivo che andrà in scena dal 24 marzo fino a luglio è un olio su tavola, misura 75 x 95 centimetri ed è stato eseguito attorno al 1610. Si tratta di una delle composizioni più popolari dell’arte fiamminga del Rinascimento, con un soggetto molto amato da tutta la dinastia Brueghel. Si ispira al famoso Pranzo di nozze di Pieter Brueghel il Vecchio.
«Siamo arrivati a quasi 100 opere in tutto per questa mostra – dice Gaddi – con molti musei che si sono aggiunti alla lista dei prestatori, come il Museo di Maastricht, quello di Lille, la Pinacoteca Ambrosiana, il Kunsthistoriches Museum di Vienna, il Museo di Capodimonte a Napoli e il Museo di Anversa, più collezioni private europee da Olanda e Spagna e la galleria “Caretto” di Torino che presterà otto opere».
Il valore assicurativo complessivo delle opere in mostra sarà di oltre un centinaio di milioni di euro. Per un budget che è ragionevolmente simile a quello della mostra di Boldini del 2011 e cioè sotto il milione di euro. Il Comune di Como, secondo le previsioni di Gaddi che si appresta a presentare il progetto espositivo alla giunta, non dovrebbe contribuire «oltre il 5%» e il grosso della copertura la darebbero sponsor e biglietteria.
Nella mostra ci sarà anche I sette peccati capitali, un’opera praticamente inedita di Hieronymus Bosch, il grande pittore olandese celebre per le immagini visionarie. L’opera di Bosch è un olio su tavola (90 x 60 cm) del 1490 circa, mai esposto al pubblico. Appartiene a una collezione privata di New York.
Alla mostra sulla Dinastia Brueghel lavorano i maggiori esperti internazionali di questi pittori fiamminghi, come Doron J. Luria del Museo di Tel Aviv, e Klaus Ertz, che ha pubblicato il “Catalogo Ragionato” di Jan Brueghel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Giovane. Praticamente tutta la dinastia dei maestri fiamminghi sarà rappresentata: ci saranno dipinti e disegni di inestimabile valore di Pieter Brueghel il Giovane, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Abraham Brueghel, Ambrosius Brueghel, Philips Brueghel e, naturalmente, del capostipite Pieter Brueghel il Vecchio. Più dipinti di altri artisti minori della loro cerchia. Da agosto a ottobre la mostra sarà al Museo di Tel Aviv, poi andrà alla Galleria Nazionale di Praga fino a gennaio e nella primavera 2013 a Miami. Il tour si concluderà a San Pietroburgo.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Il dipinto Festa di matrimonio all’aperto, che è stato realizzato attorno al 1610

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