Buche larghe e profonde a Como

altIn diversi punti della città, l’altezza arriva a 5 centimetri e l’ampiezza supera i 30

Larghe, strette, rotonde, allungate, profonde: sono le innumerevoli buche che hanno trasformato le strade di Como in colabrodo. Ci sono voragini di tutti i tipi: da quelle che si formano sul ciglio della strada a quelle, difficili da evitare, che creano piscine al centro della carreggiata. Identificarle tutte è un compito impossibile, quasi come contare i buchi del groviera, ma basta aggirarsi per

le vie più battute e dove il traffico è più intenso per rendersi conto dell’intensità del problema.
Viale Innocenzo e viale Varese, tra le arterie principali del capoluogo lariano, vantano buche che superano i trenta centimetri in larghezza e che mettono seriamente a rischio gli automobilisti e i motociclisti. Nemmeno viale Rosselli, dove si trova uno degli incroci più trafficati di Como, ne è esente.
Ci sono zone poi, come quella di via Nino Bixio o viale Marconi, strada che porta allo stadio Sinigaglia, dove i danni sono così evidenti da permettere la formazione di vere e proprie falde, che ricordano quelle della Death Valley tra la California e il Nevada.
Le buche esistenti superano anche i cinque centimetri di profondità, diventando così delle vere e proprie voragini dai contorni acuti e taglienti non solo per l’evidente logoramento causato dal maltempo ma anche dall’incuria e dallo stato continuo di abbandono.
Nonostante le numerose proteste da parte dei cittadini, le condizioni del manto stradale restano critiche e anzi sembrano peggiorare con il passare del tempo. Insomma, nemmeno l’app “Mi Applico”, sviluppata nel 2013 dal polo comasco del Politecnico di Milano per dare ai cittadini la possibilità di segnalare le buche nelle strade e altre situazioni di degrado, è riuscita ad apportare risultati evidenti.
Anche nelle zone considerate periferiche, ma comunque molto frequentate come per esempio Monte Olimpino, quartiere di passaggio quasi obbligato per i frontalieri, la situazione non cambia: se si cerca di raggiungere l’ospedale Villa Aprica, ci sono diverse probabilità di bucare una gomma durante il tragitto o di danneggiare le sospensioni della macchina, non soltanto per le buche ma anche a causa dei tombini non allineati con il manto stradale. Così anche per la Canturina, in zona Muggiò.
Se vi dovesse capitare di vedere qualcuno che guida in modo strano, magari facendo lo slalom, non vi preoccupate: sta solo cercando di evitare le buche, anche a costo di bagnarvi mentre camminate sul marciapiede, sfrecciando con le ruote sulle pozzanghere ai lati delle vie.
Così le strade di Como si trasformano nel percorso della Parigi-Dakar con molto meno fascino e mettendo in pericolo non solo chi guida ma anche i pedoni che devono già stare attenti ai dissesti dei marciapiedi.
La situazione in questi giorni di pioggia ininterrotta è quindi di massima allerta con forte rischio di caduta soprattutto per ciclisti e motociclisti, poiché le buche riempiendosi d’acqua sono poco visibili e difficilmente evitabili. E nemmeno i cartelli che avvisano della presenza dei crateri stradali sembrano funzionare: durante gli orari di punta, infatti, risulta impossibile adottare delle misure di precauzione o addirittura, come spesso avviene, invadere un’altra corsia nella speranza di arginare i danni.
Insomma, Como da città della seta si è trasformata in “città delle buche”, ideale per gli appassionati di avventura, trial e moto da cross, sprezzanti del pericolo e contenti di tornare a casa con il proprio mezzo tutto infangato. Non lo è invece per la maggior parte delle persone che vorrebbe arrivare nel proprio ufficio o tornare a casa senza dovere affrontare, ogni giorno, un percorso a ostacoli ripetendosi ogni cinque minuti “quella buca, questa volta non la prendo!”.

Enrica Corselli

Nella foto:
Una voragine di 5 centimetri d’altezza in viale Marconi, nella zona dello stadio

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