Buio, rottami, segnali a pezzi: benvenuti nella galleria di Cernobbio

Il tunnel versa in condizioni disastrose. Su 56 pannelli antincendio luminosi 38 non funzionano
In cinque anni non è cambiato nulla. La galleria di Cernobbio versa ancora in condizioni pietose: infiltrazioni d’acqua, segnali sporchi e cartelli luminosi spenti.
Nel settembre del 2007 scoppiò, nella galleria San Martino di Lecco, un autentico inferno. Incidente, fiamme, fumo: due persone persero la vita, altre 130 rimasero intossicate. Quel drammatico episodio di cronaca fornì uno spunto per riflettere sulla condizione di sicurezza delle gallerie. Bastò una (pericolosa) passeggiata per capire che, all’interno della galleria di Cernobbio, le condizioni delle dotazioni di sicurezza erano a dir poco precarie: luci spente, cartelli invisibili, idranti senza manichette.
L’inchiesta del “Corriere di Como” sollevò il problema. Se ne parlò anche in Prefettura. Alla fine del 2007, il tunnel venne incluso nel progetto Eurotap (European Tunnel Assessment Programme), un test al quale concorrevano 11 Paesi europei e altrettanti Automobile Club (tra i quali, quello italiano). Nel gennaio del 2008 arrivò una prima, allarmante conclusione: «In caso di incendio l’attuale impianto di ventilazione della galleria di Cernobbio non sarebbe in grado di tutelare le persone presenti nel tunnel ed è fondamentale sviluppare tutti gli strumenti preventivi per scongiurare una simile evenienza, soprattutto un sistema di videosorveglianza e di allerta precoce».
Nei mesi seguenti Anas sistemò e pulì i cartelli, promettendo investimenti ingenti: la galleria di Cernobbio sarebbe stata inserita in un maxi-progetto di riqualificazione dei tunnel lombardi.
Siamo nel 2012, e la galleria di Cernobbio è ancora quella del 1983.
Su segnalazione di alcuni automobilisti, ieri mattina siamo tornati a piedi nel tunnel. E abbiamo trovato praticamente gli stessi problemi rilevati nel 2007. Per riflettere la luce dei fari delle automobili, i pannelli catarifrangenti devono essere puliti. Ma molti, dentro il tunnel di Cernobbio, sono completamente coperti di terra. Inutili. Altri sono stati passati alla buona con uno straccio. Ancora più disastrosa è la situazione dei pannelli luminosi, che – in caso di incendio – segnalano piazzole di sosta e manichette antincendio. Ne abbiamo contati 56: di questi, 38 sono rotti o spenti. Continuando a passeggiare nella galleria – operazione da fare rigorosamente con la pettorina arancione – si nota una gigantesca pozzanghera in terra, frutto di un’infiltrazione d’acqua. Il bordo della carreggiata sembra poi il deposito di uno sfasciacarrozze. Pezzi di paraurti, copricerchi, musicassette, parti di auto incidentate. L’Anas avrà pure in mente un maxi-progetto per rammodernare una galleria di quasi trent’anni fa; nel frattempo, però, dovrebbe pensare anche alla semplice manutenzione ordinaria.

Andrea Bambace

Nella foto:
Nel gennaio 2008 uno studio europeo diceva: «In caso di incendio l’attuale impianto di ventilazione della galleria di Cernobbio non sarebbe in grado di tutelare le persone presenti nel tunnel ed è fondamentale sviluppare tutti gli strumenti preventivi per scongiurare una simile evenienza»

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