Bullismo e baby gang, torna l’allarme ai Portici Plinio

Il convegno – Il sindacato Ugl Polizia ha organizzato ieri un seminario in Biblioteca a Como per parlare di comportamento violento giovanile
Lezione ai ragazzi del Caio Plinio per prevenire un fenomeno che continua a essere preoccupante
«Bullismo, violenza giovanile, baby gang. Non pensiamo che Como sia esente da questi problemi. Soprattutto tra i Portici Plinio e piazza Gobetti».
Che quella zona fosse il regno della microcriminalità comasca, era abbastanza noto. Ma se a sottolinearne la pericolosità è un poliziotto, l’allarme diventa ancora più serio.
Gianluca Rusconi è un assistente della polizia di Como. Lavora alle volanti, le pattuglie che setacciano la città e intervengono sulle emergenze. La prima linea

contro la criminalità. Oltre a essere un poliziotto, Rusconi è un sindacalista, segretario provinciale dell’Ugl Polizia. Una doppia veste.
Quando indossa la divisa, combatte la microcriminalità da poliziotto. Nei panni del sindacalista, invece, tenta di prevenirla. Ieri ha organizzato un seminario in Biblioteca a Como per parlare di comportamento violento giovanile. E, nello specifico, di “Violenza sessuale di gruppo, baby gang e bullismo”. Metà sala era piena di ospiti e poliziotti. L’altra metà di studenti del Caio Plinio, ragazzi di 15 anni, che con questi problemi rischiano di confrontarsi tutti i giorni. Come vittime o come carnefici.
La psicologa Mariarosaria Zunno ha descritto ai ragazzi le dinamiche della violenza giovanile. Dove nasce, perché nasce, come si sviluppa. Ha spiegato che il bullismo non è soltanto il cazzotto in faccia, «ma anche un gruppo di ragazze che offende e umilia una coetanea». Episodi altrettanto gravi, perché «la violenza psicologica lascia segni profondi».
Ai cronisti, Gianluca Rusconi ha rivelato che ormai la microcriminalità giovanile, a Como, è pane quotidiano per i poliziotti. «Parliamo di un fenomeno emergente in tutta Italia – ha detto il segretario lariano dell’Ugl Polizia – Non pensiamo che Como ne sia esente. Tutt’altro. Anche da noi i giovani violenti sono una realtà preoccupante: risse, rapine, aggressioni ai più deboli. Sono problemi che i reparti della polizia affrontano sistematicamente».
Rusconi ha scelto di invitare le classi dei ragazzi più giovani perché «ai primi anni delle superiori, nel passaggio di scuola, gli studenti rischiano di essere più esposti alle prevaricazioni. E purtroppo spesso stanno in silenzio, non denunciano, non ne parlano con i genitori». Un fenomeno in parte sommerso, quindi. «Eppure – precisa l’assistente dell’ufficio volanti – anche noi abbiamo affrontato diversi episodi simili. Soprattutto tra i Portici Plinio e piazza Gobetti, dove accade qualcosa ogni fine settimana. Dalla rissa al vandalismo. Sono gruppi precisi, identificati. Ricordo che una volta una baby gang ha provocato un gruppo di turisti fino ad arrivare alla rissa». La memoria torna al mese di marzo 2010: una mamma-coraggio aveva denunciato con una lettera i soprusi e i pestaggi inflitti al figlio minorenne da una banda di bulli che terrorizzava i ragazzini tra i Portici Plinio, Muggiò e piazza Vittoria. A quanto pare, il problema è tutt’altro che risolto.

Andrea Bambace

Nella foto:
I Portici Plinio sono un luogo giudicato “a rischio” dagli stessi poliziotti di Como

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