Bullismo e stalking sul Lario. Casi in continua crescita

Esplode il fenomeno delle ragazzine che vessano le coetanee
Un reato odioso che, a differenza di altri crimini – tutti in calo nella nostra provincia – continua a far registrare numeri in crescita. Si tratta della violenza sulle donne.
Sia essa fisica, psicologica o economica. Dal 2009 fino a oggi, i casi di maltrattamento monitorati dall’assessorato ai Servizi sociali e pari opportunità della Provincia di Como sono stati 1.149. Un dato impressionante, intorno al quale si sono svolti i lavori di un convegno dal titolo «Io dico no alla violenza»

, organizzato ieri al “Gaetano Pessina”. Numerosi i relatori che hanno affrontato il problema sotto diverse angolature. Folto il pubblico, formato dagli studenti delle scuole cittadine che hanno seguito il dibattito con la massima attenzione.
Impressionanti i numeri: ben 846 i casi di maltrattamento fisico, 78 gli abusi sessuali e ben 629 le pressioni psicologiche. I casi di stalking, diventato reato nel 2009, invece hanno toccato quota 130. Mentre la “superiorità” economica è stata utilizzata come arma di ricatto in ben 188 casi. «Con la legge sullo stalking si è fatto un enorme passo avanti – ha detto il prefetto di Como, Michele Tortora – Si deve continuare su questa strada e sulla sensibilizzazione dei giovani». Il ruolo centrale dell’educazione, sia scolastica sia quella impartita dai genitori, è stato evidenziato anche dal provveditore agli Studi, Claudio Merletti. Le fasce d’età più colpite sono quelle tra i 28 e i 37 anni, dove si sono registrati ben 355 casi di violenza e tra i 38 e i 47 anni con 278 episodi.
«La Provincia di Como ha sottoscritto, nel 2009, un protocollo interistituzionale sul tema. Ha avviato uno sportello telefonico gratuito per aiutare le donne vittime di violenza. Ovviamente – dice l’assessore alle Pari opportunità, Simona Saladini – è una situazione che continueremo a monitorare».
Scorrendo i dati emergono altre preoccupanti indicazioni. Innanzitutto, in ben 551 casi gli autori di violenza fisica sono stati il compagno o il coniuge della vittima. Sono invece 416 gli episodi di violenza psicologica esercitata sempre da chi vive a più stretto contatto con il perseguitato. In materia di stalking, invece, in 70 casi – dato più alto – i persecutori sono stati l’ex compagno o il coniuge separato.
«È vitale parlare il più possibile di questi temi con i giovani – ha detto Chiara Braga, deputato Pd – Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dalle Nazioni Unite». Coinvolgente l’intervento della parlamentare leghista Erica Rivolta, che ha ricordato ai ragazzi una serie di fatti di cronaca sfociati in brutali violenze sulle donne.
Analizzando nel dettaglio i numeri, emerge un altro aspetto. Sempre più spesso la nazionalità delle donne maltrattate è italiana. Son ben 681 i casi di nostre connazionali. In 241 situazioni, invece, le vittime sono donne provenienti da Paesi extraeuropei.
Oltre agli abusi sulle donne si è parlato anche di bullismo. Per discutere di un fenomeno in crescita, ovvero il bullismo femminile, ha preso la parola Emanuele Nitri dell’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. «Sono sempre di più le ragazze che esercitano questa forma di violenza – dice Nitri – soprattutto su coetanee più deboli psicologicamente». Infine è intervenuto il senatore Pdl Alessio Butti, componente della commissione parlamentare di vigilanza Rai.
«I giovani subiscono troppe pressioni, come quelle indirette in arrivo dai media, dalla tv e dal web. Una tempesta di messaggi che i ragazzi assorbono come spugne – dice il senatore – Nostro compito è vigilare. Dobbiamo rivedere, alla luce di quanto accade intorno a noi, il modello culturale. Si devono rifondare i valori su cui poggia l’educazione dei ragazzi. Sia all’interno della famiglia, sia a scuola. E in tutto ciò è necessario che i mezzi di comunicazione riacquistino la loro funzione etica».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il fenomeno dello stalking è in continua e costante crescita anche in provincia di Como, come dimostrano i numeri

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