Bus, il maxi-rincaro si fa ma non si dice

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Blitz della Provincia: aumenti del 13% approvati il 30 settembre e già in vigore la mattina del primo ottobre

Tra ieri e le prossime ore, probabilmente, questa vicenda rientrerà nel novero degli incidenti di percorso di una pubblica amministrazione. Finora, però, la sensazione di sgradevolezza è la stessa – presumibilmente avvertita da molti utenti delle linee extraurbane di Asf – di chi si trova a dover pagare un servizio più caro senza essere stato avvertito prima. Perchè questo è esattamente ciò che è accaduto: la Provincia di Como ha varato un maxi-aumento di biglietti e abbonamenti per le linee del territorio (escluse, dunque, quelle di Como città) senza che, di fatto, sia stata data una comunicazione tempestiva e dettagliata all’utenza. Di fatto, tenuta

all’oscuro e invitata a “scoprire la sorpresa” direttamente nelle rivendite provinciali. Eppure non si tratta di aumenti di poco conto, visto che dall’oggi al domani molti titoli di viaggio sono diventati improvvisamente più costosi anche di 50 euro. Ma prima di entrare nel merito di alcuni esempi, la questione va affrontata anche sul piano dei tempi. Che, forse, rappresentano il vero nodo antipatico di tutta la vicenda. Basti pensare che i rincari sono stati approvati dalla “triade” di Villa Saporiti il 30 settembre scorso per farli entrare in vigore nemmeno 24 ore dopo, dalla mezzanotte del primo ottobre. E il tutto senza lo straccio di un comunicato stampa istituzionale che almeno desse conto della novità. Peraltro, sulla tempistica di Villa Saporiti pesa un’ulteriore aggravante. La questione dei rincari da applicare su abbonamenti e biglietti delle linee extraurbane del trasporto pubblico, infatti, venne posta all’attenzione della Provincia dalla Stecav (la società consortile che unisce tutte le aziende che svolgono il servizio, Asf in testa, e con la quale Villa Saporiti firma i contratti di servizio ndr) con una lettera spedita il 21 agosto scorso e protocollata il 23. Il presidente della Stecav, Pierluigi Tagliabue, segnalava che «le tariffe attualmente in vigore risultano inferiori ai limiti previsti dalle leggi regionali», e questo «per effetto della decisione della vostra spettabile amministrazione del 2011 di non procedere al secondo aumento delle tariffe del 10%» effettivamente previsto dal Pirellone nel 2010. A questo punto, il presidente della Stecav chiedeva di valutare «se procedere o meno all’adeguamento». In alternativa, Tagliabue avrebbe chiesto a Villa Saporiti «la stima delle compensazioni» per i mancati introiti. Tutto questo, il 21 agosto. Eppure, la “troika” che guida la Provincia commissariata ha atteso il 30 settembre per arrivare alla decisione di rincarare ticket e abbonamenti. Tra l’altro, leggendo la deliberazione del commissario straordinario Leonardo Carioni, si apprende che – oltre all’aumento “tondo” del 10% rinviato nel 2011 – Villa Saporiti ha fatto confluire nella stessa tranche di rincari anche altri due ritocchi voluti dalla Regione, rispettivamente dello 0,20% e del 2,64% sui titoli chiamati “Io viaggio”, che danno diritto a utilizzare tutti i mezzi di trasporto integrati sul territorio. A conti fatti, i rincari possono arrivare in alcuni casi a sfiorare il 13%. GLI ESEMPI Tenendo presente che gli scaglioni tariffari delle linee extraurbane della provincia sono nominati in due modi diversi e generici (con numeri da 1 a 12 in base al chilometraggio, da A a E per le nuove aree territoriali), si scopre che il biglietto di corsa semplice per la zona 2 è passato da 1,55 euro a 1,70; quello della zona 4 da 2,20 a 2,40; quello della zona 10 da 4,80 a 5,30. L’abbonamento settimanale della zona 1 è passato da 8,30 a 9,10, quello della zona 5 da 17,20 a 18,80. Il mensile della zona 1 da 29,50 a 32; zona 2 da 37,50 a 41; zona 6 da 67 a 73,50. L’annuale della zona 1 da 281 a 307 (integrato da 498,50 a 524,50); zona 2 da 360 a 394 (integrato da 578 a 611,50); zona 5 da 578 a 632 (integrato da 795,50 a 849,50). Sono solo pochi esempi sui tantissimi possibili. Ma il peso dei rincari parla da solo. Emanuele Caso

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