Elezioni 2012

Butti: «Risultato non brillante, ma pensiamo al secondo turno»

Mascetti (Lega): «Pagata l’alleanza con il Pdl». Marelli (Pd): «Vogliamo governare»
«Chi era in minoranza ha raccolto oltre il 50%, chi era in maggioranza non è andato oltre il 35%. Il dato più significativo è questo». Luca Gaffuri, consigliere regionale del Partito Democratico, è stato tra i più presenti, ieri, tra le file dei commentatori del voto. Sconfitto cinque anni fa da Stefano Bruni, che vinse nettamente al primo turno, Gaffuri ha analizzato a lungo l’esito del voto amministrativo. Ovviamente puntando tutto sul risultato della coalizione di centrosinistra. «La stagione di Bruni – ha ripetuto il consigliere regionale del Pd – finirà se la candidata Laura Bordoli non vincerà il ballottaggio. Certo, un differenziale attorno al 20% è molto ampio. Ma nulla si può dare per scontato». È del tutto chiaro, quantomeno a Gaffuri, che da oggi le elezioni ricominciano. Quasi da zero. Il vantaggio accumulato è ampio, ma il risultato finale affatto scontato.
«I comaschi hanno già dato – ha detto Savina Marelli, segretaria provinciale del Partito Democratico – la coalizione di centrodestra ha governato per 10 anni e i risultati sono stati quelli che tutti vedono. In questo voto io leggo il disagio degli elettori moderati e la conferma del consenso del centrosinistra».
La partita si gioca al ballottaggio. Dove entrambi candidati cercheranno alleati. «Il mio auspicio – ha ribadito
Savina Marelli – è che Lucini riesca a parlare a tutti trovando il consenso più ampio. Spero che i cittadini premino il centrosinistra e diano a Lucini la possibilità di mettersi alla prova, perché la fiducia si conquista con i fatti». Nessuna indicazione su possibili apparentamenti, quindi, argomento ancora tabù. Tra i primi a dirsi disponibili a votare Lucini, «a determinate condizioni», è stato Donato Supino. «Sentiamoci e parliamone», ha detto Supino, pur consapevole della difficoltà di avere un “segnale” chiaro dal Pd.
«Sono stati puniti tutti i partiti tradizionali». È questo il commento a caldo del senatore e coordinatore provinciale del Pdl, Alessio Butti, sull’esito del voto a Como. Senza nascondere il momento difficile del partito nel capoluogo, ma sottolineando l’ottimo risultato complessivo colto a Erba, Butti guarda al ballottaggio.
«Il risultato di Como non è brillante e nessuno vuole nasconderlo – ha affermato il senatore – servirà sicuramente un’autocritica ma non siamo ancora di fronte a una sconfitta definitiva. C’è un secondo turno da preparare, nei prossimi 15 giorni lavoreremo con convinzione per poter offrire qualcosa di importante agli elettori». Butti, poi ha affermato che «Pdl e Pd sono intorno al 15%, soltanto che noi siamo da soli e il centrosinistra, intorno ha una coalizione». Coalizione che, con l’addio della Lega, nel centrodestra è svanita. «Ma la Lega è partita lancia in resta convinta di fare un grande risultato – ha osservato Butti – Non è accaduto e credo si sia esaurita la forza propulsiva di alcune tematiche del Carroccio. Non potevamo comunque obbligarli a fare un’alleanza». Tornando sull’antipolitica, il coordinatore provinciale del Pdl ha osservato che «a Como il fronte dell’antipolitica arriva al 50-55% e questo significa che esiste un rigetto della politica da parte di molti cittadini, anche se i partiti restano l’architrave del sistema democratico».
Anche il vicecoordinatore del Pdl, Patrizio Tambini, non ha nascosto il momento difficile del partito. «Eravamo consapevoli che fosse dura – ha affermato – Siamo comunque il secondo partito in città, ma effettivamente, nel complesso, non sta andando bene». Spunta, come un fiume carsico, il rammarico per la mancata alleanza con la Lega Nord.
«La scelta di andare da soli probabilmente non ha pagato – ha osservato Tambini – I simboli di partito del centrodestra sono stati penalizzati ovunque. Poi c’è il tema dell’estrema frammentazione dello scenario. Una situazione che incuteva timore e alla fine ha colpito più noi di altri. Gaddi? Mi limito a dire che insieme saaaaremmo intorno al 20%». Infine, un accenno all’astensionismo. «In città i votanti sono diminuiti di 5mila persone circa – ha sottolineato Tambini – Ritengo che in buona parte sia l’elettorato che, criticamente, non si è voluto esprimere nei nostri confronti. In ultimo, sicuramente l’esperienza degli ultimi 5 anni di amministrazione ha pesato. Ora dobbiamo capire perché non siamo riusciti a rappresentare la società civile». Anche sul fronte Lega Nord (Alberto Mascetti sotto il 7%, il partito poco sopra nel capoluogo), il segretario provinciale Cristian Tolettini ha affermato che «sicuramente potevamo fare di più e credo che gli scandali abbiano influito sull’esito. Ma questa è occasione di ripartire, anche all’opposizione se necessario. Un’alleanza con il Pdl al ballottaggio? Andare da soli è stata una precisa scelta di campo, valuteremo. Di sicuro i cittadini hanno deciso di punire chi ha amministrato in questi anni la città di Como». Impietoso il giudizio del candidato sindaco leghista, Alberto Mascetti.
«Abbiamo pagato sicuramente l’alleanza con il Pdl degli ultimi 5 anni in Comune – ha affermato – E forse anche io ho sbagliato campagna elettorale, usando toni troppo morbidi. La scelta di correre da soli, però, la rifarei sempre», ha concluso il candidato della Lega.

8 Mag 2012

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