Butti: «Unitari ma non a ogni costo»

Pozzi e Rinaldin perdono i loro pezzi “pregiati” Colombo, Tili ed ex Udc dicono sì al coordinatore
Prove tecniche di congresso. Il Pdl si avvicina alle sue prime assise provinciali e la partita ha una fisionomia già chiara. Ieri mattina le componenti che guidano attualmente il partito di maggioranza relativa a Como – i ciellini e gli ex An – hanno riunito i propri sostenitori in due convegni preparatori.
I primi si sono visti a porte chiuse. I secondi si sono invece dati appuntamento a Villa Geno sotto le insegne di Italia Protagonista. E proprio sulle rive del primo bacino, tra

molti sorrisi e qualche battuta più aspra, si è compreso quale possa essere l’esito del primo congresso del Pdl.
Il gruppo dirigente che oggi governa il partitone berlusconiano sul Lario sembra aver messo il risultato in cassaforte. Il coordinatore Alessio Butti e il vice Patrizio Tambini, capodelegazione in Provincia, hanno registrato il via libera, tra gli altri, del presidente di Comodepur, Alessandro Colombo; del sindaco di Erba, Marcella Tili; del sindaco di Carate Urio, Daniele Maggi; del vicecapogruppo a Palazzo Cernezzi, Veronica Airoldi; dell’ex assessore cittadino Paolo Gatto. Uomini e donne sin qui legati a filo doppio ai consiglieri regionali Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin, i quali a questo punto vedono le proprie file assottigliarsi in maniera pericolosa. In realtà, l’impressione che si è avuta a Villa Geno è di un gruppo dirigente rafforzato nei numeri e pronto ad accogliere l’opzione unitaria – rilanciata ancora ieri sulle pagine milanesi del Corriere della Sera dal ministro Mariastella Gelmini – ma per nulla impaurito dalla eventualità di una conta.
«Il congresso si fa e vogliamo votare – ha detto Butti – e rispediamo al mittente le indicazioni romane o milanesi». Traduzione: gli accordi tra correnti, promossi in queste settimane dai liberal della stessa Gelmini, non troveranno spazio sul Lario.
Non senza una intesa preventiva sul piano politico. Il motivo è persino banale. Il pezzo di partito proveniente da Forza Italia, che nella sua storia non ha mai fatto un congresso, si trova in questo momento a gestire un passaggio delicatissimo a mani nude. Ciò che conta non sono le tessere, ma la capacità di mobilitare gli iscritti, di portarli a votare al congresso provinciale. Butti e Tambini sanno quindi di avere in pugno la situazione. Possono stravincere, ma non intendono farlo. Alle porte ci sono le elezioni a Como, Cantù, Erba e in Provincia. Serve un partito solido e unito.
La sfida è complicata, soprattutto a Como dove, sono parole di Butti, «si rischia di perdere». Detto questo, l’offerta – rilanciata dal palco di Villa Geno dal coordinatore del Pdl – è di siglare l’intesa per un congresso unitario. Diversamente, chi dovesse aggiudicarsi la maggioranza si prende tutto. Nel “tutto” sono comprese ovviamente anche le liste per i consigli comunali e provinciale. «Vogliamo un partito unitario – ha scandito Butti concludendo il suo intervento – ma siamo come una falange macedone». Per i non avvezzi alle parole della politica: marciamo compatti e non facciamo prigionieri.

Dario Campione

Nella foto:
Alessio Butti, coordinatore provinciale del Popolo della Libertà di Como e senatore, durante l’intervento di ieri mattina nel salone di Villa Geno (foto Fkd)

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