Ca’ d’Industria: fissata l’udienza anche per il dipendente

La complessa vicenda della casa di riposo lariana
Fu accusato di istigazione per delinquere e diffamazione verso i vertici dell’istituto
Nella settimana in cui la vicenda Ca’ d’Industria ha portato alla fissazione della prima data di una udienza pubblica – tre imputati compariranno in marzo davanti giudici per rispondere di calunnia, un quarto ha scelto il rito abbreviato – anche l’uomo attorno a cui tutta la vicenda ruota, Davide Scarano, 43enne di Nesso difeso dall’avvocato di Como Fulvio Anzaldo, ha ricevuto la convocazione della udienza preliminare che lo vede come imputato per i reati di diffamazione e istigazione

per delinquere. Il gup Alessandro Bianchi ha infatti convocato tutti per la mattina del 14 novembre alle 10.
Al centro della discussione le presunte urla rivolte al presidente di Ca’ d’Industria, Domenico Pellegrino, scaturite nei giorni delle proteste per l’esternalizzazione del servizio mensa: «Pellegrino, ci vogliono molotov e proiettili», «a Pellegrino bisogna sparargli in testa» sono solo due delle frasi contestate dall’accusa – pm Daniela Meliota – che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio per Scarano e alla successiva fissazione dell’udienza davanti al giudice. Una vicenda che tuttavia non può non incrociarsi con quanto avvenuto in questi ultimi mesi, ovvero con gli accusatori dello stesso Scarano che dichiararono di avere udito quelle frasi – tra cui ben tre tra gli ex componenti del Cda della casa di riposo – finiti a loro volta sul registro degli indagati in quanto ritenuti dalla Procura stessa – pubblico ministero Mariano Fadda – dei calunniatori con Davide Scarano, in questo secondo fascicolo, nel ruolo di vittima.
E questo secondo fascicolo è quello di cui parlavamo in apertura di articolo, con l’udienza pubblica già fissata per il mese di marzo 2012.
Senza dimenticare poi, nella complessità di una vicenda che definire ingarbugliata è quantomeno limitativo, il vero filone principe dell’intera questione di Ca’ d’Industria, ovvero quello che riguarda il servizio di esternalizzazione della mensa su cui lo stesso pm Fadda sta indagando in modo intenso seguendo le ipotesi di corruzione, turbativa d’asta e peculato.
Proprio da quell’appalto alla ditta milanese Fms, partirono le proteste dei dipendenti della casa di riposo poi sfociate in un esposto in Procura (presentato dalle opposizioni del consiglio comunale) e in proteste di piazza e a Palazzo Cernezzi dove poi si sarebbero concretizzate le presunte frasi rivolte ai vertici della casa di riposo racchiuse nella richiesta di rinvio a giudizio di Davide Scarano.

Mauro Peverelli 

Nella foto:
I giorni delle proteste dei dipendenti di Ca’ d’Industria che videro Davide Scarano (il primo da destra) tra i protagonisti

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