«Caccia ai cinghiali per tutelare il territorio». Ieri l’incontro a Porlezza

Cinghiale

Allarme cinghiali nelle campagne e sulle strade del Comasco. L’argomento è stato al centro di un vertice – promosso da Coldiretti ieri a Porlezza – che si è chiuso con la visita di alcuni campi della zona devastati dalle incursioni degli animali selvatici. All’incontro sulle rive del Ceresio hanno preso parte il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, l’assessore regionale Fabio Rolfi e, sempre da Palazzo Lombardia, il presidente del consiglio Alessandro Fermi e il sottosegretario Fabrizio Turba.
«Cinghiali, ma anche nutrie e altre specie – ha sottolineato Rolfi – sono dannose e pericolose, sia per la produttività agricola sia per la sicurezza del territorio. Ho deciso di utilizzare tutti gli spazi lasciati dalla normativa nazionale: l’unico modo per contrastare la diffusione del cinghiale è la caccia. Per questo ribadisco la necessità di una alleanza tra mondo agricolo e mondo venatorio».
L’assessore regionale ha poi lanciato una proposta: «Istituiremo il marchio “cacciato in Lombardia” che metteremo a disposizione per valorizzare la selvaggina locale e contribuire ulteriormente al contenimento dei cinghiali».
«La sostenibilità si concretizza con la presenza dell’uomo sul territorio, non con l’invasione dei cinghiali e della fauna selvatica», ha spiegato Ettore Prandini, che poi ha aggiunto: «Chiediamo la modifica di una legge a livello nazionale che oggi non permette ai territori di poter intervenire con tempestività nel prevenire i danni arrecati alle imprese».

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