Cadavere nei boschi di Rodero, ascoltati il fidanzato e i familiari della maestra

I carabinieri del reparto scientifico impegnati nei rilievi a Carugo dopo l'omicidio di Alfio Molteni

Il cordoglio del Municipio ticinese. Sostegno psicologico agli studenti

I carabinieri del reparto scientifico impegnati nei rilievi a Carugo dopo l'omicidio di Alfio Molteni

Il corpo senza vita scoperto nel tardo pomeriggio di domenica è stato identificato. Si tratterebbe di Nadia Arcudi, una donna svizzera di 35 anni, di professione maestra, residente a Stabio, scomparsa da alcuni giorni dalla sua abitazione.

A dare l’allarme era stato il fidanzato della maestra, che in queste ore è stato più volte sentito dagli inquirenti, insieme con i familiari.

Soltanto l’autopsia potrà chiarire la causa della morte. Il cadavere era stato notato da una donna che stava facendo un’escursione a cavallo e che ha subito dato l’allarme.

I carabinieri di Como e Olgiate hanno accertato l’identità della persona senza vita e prosegue ora il lavoro per fare chiarezza sulla causa della morte. Come detto, al momento, tutte le piste restano aperte, dal gesto disperato al malore, magari per un’overdose, fino all’omicidio.

Proprio la pista di un delitto sembra stia prendendo corpo, soprattutto perché, dai primi accertamenti, sembra che la donna non sia morta nel punto in cui è stata trovata. Il corpo ormai senza vita potrebbe dunque essere stato abbandonato in quel punto isolato dei boschi di Rodero.

Vengono seguiti intanto da una équipe di psicologi gli allievi della giovane maestra e ai loro familiari, che hanno appreso la notizia della drammatica fine dell’insegnante.

In un comunicato stampa il Municipio ha espresso la sua costernazione per la scomparsa della maestra e ha chiesto ai media di tutelare la tranquillità dei giovani allievi.

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