Caffè Elvezia, romanzo d’amore del comasco Mauro Magarelli

Mauro Magarelli, scrittore comasco Mauro Magarelli, scrittore comasco

Mauro Magarelli, comasco classe ’68, da anni esercita la professione di fisioterapista, vivendo le sue giornate sempre «in mezzo alla gente, in un ambiente pieno di affetto e ricco di scambi di energia». È questo il contesto con il quale Magarelli deve confrontarsi quotidianamente, ma durante i giorni di riposo il dottore si trasforma in scrittore, immerso per ore nella tranquillità di carta e penna. Uno scrittore nato quasi per caso, prima di tutto per se stesso: «Da giovane – afferma Magarelli – iniziai a scribacchiare qualche pensiero qua e là, senza però dare continuità a queste sporadiche composizioni. Poi, un giorno, quando ricevetti in regalo un computer portatile, provai a recuperare questa passione, mettendo nero su bianco le emozioni scaturite da un’intensa storia d’amore che mi aveva coinvolto, rimaneggiandola: fu così, per me stesso, che nacque “Caffè Elvezia”».
Una storia d’amore dunque, un amore passionale, estremo, fisico e spirituale allo stesso tempo. Lui assistente alla facoltà di Filosofia di Milano e lei avvocato alle prime armi: si incontrano per caso, in un ascensore, e basta poco per accendere il sentimento, un sentimento che arde dentro entrambi, che li consuma giorno dopo giorno, che trascina dietro di sè diverse altre sensazioni.
Tuttavia, la loro non è una semplice storia d’amore. Non è solo un crescendo di emozioni, ma una vortice di passione che costringe sia lui che lei a confrontarsi con le proprie insicurezze, i propri dolori, le proprie vite al di fuori della relazione.
«La storia raccontata in queste pagine – spiega l’autore – è una continua e profonda introspezione, un’analisi quasi psicologica che i personaggi fanno di se stessi». Parola dopo parola, il romanzo, edito da Macchione Editore al prezzo di 16 euro, scava sempre più a fondo nel passato dei due protagonisti, guidando il lettore in un intreccio coinvolgente, ricco di nuove figure man mano che si procede con la trama.
Gli amanti scopriranno così di non essere padroni né della propria relazione amorosa né della propria vita, venendo travolti da un ritmo incalzante fatto di ambiguità, fughe, ritorni e paure, il tutto accompagnato da una costante sempre presente e condivisa da entrambi: l’ardente desiderio di evadere dal quotidiano per immergere le proprie esistenze nel buco nero di questo amore inevitabile.
Un amore vero, sincero? «Il finale è doppio: da un lato c’è l’incertezza che avvolge il loro destino e dall’altro c’è la riflessione metaforica di lui; grazie a diversi incontri, gli sembrerà infatti di aver rivisto lei in tutte le persone che ha conosciuto, interrogandosi sul vero significato dell’amore nelle diverse fasi della vita».
Una conclusione colma di sfumature, così come la vita del suo autore: «Il contrasto fra la mia professione, che mi lascia poco tempo libero, e la passione per la scrittura mi affascina molto». Scrivere per se stessi poi, secondo Magarelli, è fondamentale: «Se si scrive con l’idea di produrre per gli altri si perde la vera essenza del proprio stile, diventando semplicemente venditori. Scrivendo, le persone possono esprimere una parte di se stesse che, magari, prima era nascosta: la sfida sta nel trovare qualcosa di creativo dentro, senza essere legati a rigidi schemi». E di creatività questo poliedrico dottore deve averne davvero tanta, visto che ha già completato un nuovo romanzo, che sarà pubblicato prossimamente, ed è ora al lavoro per scriverne un altro.
Nel frattempo, sarà davvero piacevole godersi le pagine di questo libro, magari seduti in un tranquillo caffè. Elvezia, si intende.
Filippo Malinverno

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