Caglio futurista

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Esposizioni – Omaggio all’architetto futurista comasco Antonio Sant’Elia e alla cerchia milanese fino al 1° settembre prossimo
Conferma il suo successo di pubblico e di critica (è di domenica sul “Corriere della Sera” una bella pagina di Sebastiano Grasso) l’esposizione Antonio Sant’Elia e i compagni del tempo futurista. Milano 1911-1915, a Caglio fino al 1° settembre. In ideale raccordo con la recente rassegna di Villa Olmo, l’evento colloca l’opera dell’architetto comasco nel clima artistico milanese tra il 1911 e il 1915, nel moltiplicarsi dei suoi significati alla luce della più vasta esperienza futurista.
Accanto a una decina di opere

di Sant’Elia, fra le quali La Città nuova e Centrale elettrica del 1914 e coevi progetti correlati, si collocano matite, chine e acquerelli di esponenti di “Nuove Tendenze”, sodalizio cui aderì lo stesso architetto e che ebbe vita dall’agosto del 1913 al giugno del 1914, accanto a sperimentazioni di alcuni giovani compagni dell’Accademia di Brera e delle esposizioni presso la Famiglia Artistica Milanese. Da citare la litografia di potente espressività Il credente del 1907 di Romolo Romani, le eleganti figurine da dandy di Aroldo Bonzagni in Passeggiata romantica e Al Pesage di San Siro, matita su carta del 1911, e Corso Monforte di Achille Funi, la cui scomposizione geometrica non evolve nel dinamismo e nella compenetrazione di volumi che sarà propria di un Boccioni.
Carlo Erba è rappresentato dai raffinati e misurati disegni Donna che legge il giornale e Fanciulla alla finestra, mentre Leonardo Dudreville tratteggia astratte forme appuntite pronte a ferire in Studio per urto tragico. Di Mario Sironi sono esposti l’inchiostro su carta Composizione futurista del 1915, con edifici dalle forme scomposte e frammentate, e Cavallo e manichini, i cui potenti volumi geometrici incrociano richiami classici.
Particolarmente preziosa per la qualità e il significato delle opere in mostra è la sezione dedicata agli “interventisti” – Marinetti, Boccioni, Russolo, Funi, Bucci, Erba – che dal 1915 condivisero con Sant’Elia l’arruolamento nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti. L’esperienza ultima della guerra è testimoniata fin negli aspetti dimessi e quotidiani dalle preziose tavole dal Taccuino dei disegni di Anselmo Bucci e da interessanti scritti originali. In una Lettera con parole in libertà Marinetti e Boccioni delineano una riforma dello stile epistolare «ora assolutamente passatista» indicandone gli ingredienti in «parole in libertà semplificate e chiare», mentre una vera e propria lettera futurista su modello prestampato risulta compilata con disincanto e ironia.
Quasi una risultante pratica e artistica insieme, la sezione finale dedicata alle opere di Sant’Elia, con le grandiose visioni di città dagli edifici ascendenti uniti da piattaforme e ascensori e le gigantesche strutture geometriche delle centrali, appare come una geniale prova tecnica, una scommessa sul futuro possibile, e insieme un ritratto poetico e ideale di quel mondo a venire di cui il futurismo aveva percepito e celebrato gli echi potenti e confusi.
La mostra, a cura di Nicoletta Colombo e Annamaria Bianconi, è aperta tutti i giorni con orario 10.30-12.30 e 16.30-19.30.

Giuliana Panzeri

Nella foto:
A sinistra, Composizione futurista di Mario Sironi. A lato, da sinistra, due lavori di Antonio Sant’Elia. Sotto, Ritratto di Luigi Russolo di Ugo Piatti

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