Cala l’abbandono dei cani ma spuntano daini e cinghiali

altFlessione del 40% secondo l’Asl
(a.cam.) Cala sul territorio lariano la piaga dell’abbandono degli animali. Nel mese di agosto, a fronte di oltre cento cani recuperati dall’Asl, il 70% circa sono stati restituiti ai legittimi proprietari e solo una piccola parte è stata accolta nei canili. Cresce, invece, l’allerta per gli animali selvatici che si spingono fino ai centri abitati e vagano sulle strade. Tra i casi limite, anche quello di un’iguana abbandonata in paese a Cermenate.
La fine della stagione estiva, periodo

nel quale abitualmente si registra un picco degli abbandoni degli animali d’affezione, è stata l’occasione per i responsabili del servizio veterinario dell’Asl per tracciare un bilancio degli interventi. «Tra gli animali incustoditi che ci vengono segnalati e che andiamo a recuperare diminuiscono notevolmente i randagi – spiega Giulio Gridavilla, dirigente del settore veterinario dell’azienda sanitaria – Posso affermare che, nell’ultimo periodo, abbiamo registrato un calo del 40% degli abbandoni. Merito dell’educazione e della formazione dei proprietari, della maggiore sensibilizzazione e indubbiamente anche dell’introduzione del microchip per identificare gli animali. Rispetto al vecchio timbro, è molto più efficace».
Nel solo mese di agosto, gli operatori dell’Asl sono intervenuti per recuperare 103 cani. «Del totale degli animali, 67 sono stati restituiti ai legittimi proprietari – dice Gridavilla – In questi casi, è bene ricordarlo, il padrone dell’animale deve pagare una multa per non aver custodito adeguatamente l’animale. La sanzione è di 100 euro, più 30 per le spese e aumenta in caso di recidiva. Il problema dell’abbandono resta soprattutto per gli animali che non hanno il microchip e purtroppo, in alcuni casi, anche per i cuccioli. Capita che qualcuno non voglia prendersi cura di una cucciolata e abbandoni i piccoli prima di preoccuparsi della registrazione».
Il mese di agosto è stato invece particolarmente impegnativo per gli operatori dell’Asl per quanto riguarda i servizi urgenti. «Gli interventi effettuati durante la notte o nei giorni festivi sono stati 66 – conferma Gridavilla – Oltre ai cani, l’attività ha interessato in molti casi gli animali selvatici, soprattutto daini, caprioli e cinghiali. Questo fenomeno è in aumento in particolare nella zona del Medio e Alto Lario, dove sempre più spesso la fauna selvatica crea problemi di sicurezza sulle strade o in prossimità dei centri abitati».
In agosto i tecnici dell’Asl sono stati chiamati persino per il recupero di un’iguana. «È stata abbandonata sulla strada a Cermenate e siamo stati avvisati non appena è arrivata la segnalazione – conferma l’esperto – In questi casi, dopo il recupero facciamo riferimento a strutture in grado di prendere in carico questi animali. Nella maggior parte dei casi, i proprietari abbandonano rettili o animali esotici perché si rendono conto di non riuscire a gestirli».
Dall’abbandono non sono immuni neppure le tartarughe. «Le tartarughe crescono ma spesso chi le acquista non ci pensa o sottovaluta la questione – conclude Gridavilla – Ed è in forte crescita il numero di tartarughe lasciate nel lago a Como o in altri laghetti del territorio».

Nella foto:
In agosto, a fronte di oltre cento cani recuperati, il 70% è stato restituito ai proprietari

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